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Maxi deposito gas a Rivara I promotori ci riprovano

Maxi deposito gas a Rivara I promotori ci riprovano

San Felice. L’azienda che vuole costruire il mega stoccaggio non si è ritirata Ricorso per far condannare il comitato e un altro al Tar contro il no della Regione

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SAN FELICE. «Torna in scena, anche se per il momento in sordina, lo stoccaggio gas di Rivara».

Con queste parole Nomisma Energia, notoriamente vicina ai fautori del deposito gas di Rivara, per cui ha anche collaborato nel famoso studio che ipotizzava effetti quasi miracolistici del deposito di Rivara sulla occupazione in Emilia Romagna,

Fatto sta che nel recente “rating delle nuove infrastrutture per lo stoccaggio del gas naturale in Italia” Nomisma sottolinea che “il proponente Independent Resources ha comunicato l’avvio, entro fine anno, delle udienze relative al ricorso presentato dalla società contro la decisione dell’Emilia Romagna. Il presidente della società Greyson Nash ha dichiarato che “si tratta di un importante passo avanti”...».

L’avvocato Rebecchi, che aveva curato un opposto ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il deposito di gas per conto del Movimento 5 stelle, riferisce in merito di avere controllato le date delle udienze al Tar, e che non gli risulta ancora fissata quella citata da Nash, ovvero il ricorso contro il provvedimento della Regione e conseguentemente del Ministero dell’Ambiente che nega il via libera alle trivellazioni sperimentali, in vista della costruzione del mega deposito. E tuttavia Rebecchi conclude: «Probabilmente la nuova domanda al Ministero di Rgs (Rivara gas storage, questo l’ultimo nome del proponente, ndr) l'hanno già inoltrata, ma anche di questo lo verremo a sapere solo dopo il 23 novembre». Come dire che la questione bolle pesantemente in pentola, ma viene tenuta a “bagno maria” per non creare scompensi durante la campagna elettorale per eleggere il successore di Errani.

Di certo, le decisioni che vengono prese in questi giorni a Roma dagli stessi parlamentari emiliani (in primo piano c’è il pacchetto di opere definito Sblocca Italia) vanno nella direzione di centralizzare nella capitale le decisioni su questi impianti. Se così fosse, il veto della Regione non avrebbe più questo valore. Insomma, a leggere i voti favorevoli di tanti parlamentari così contrari sul territorio, a leggere i provvedimenti e le dichiarazioni di proponenti e simpatizzanti, ce n’è abbastanza perchè l’oblio post-sisma sul deposito - accompagnato in questi anni da circostanze e colpi di scena degni di una “spy story” - si trasformi in un tappeto spianato e in una bella rivincita per Nash e soci. Ecco perchè, per fare il punto della situazione e chiedere conto di tante ombre, e per chiedere alla Regione una azione intensa al Tar, il Comitato dei cittadini Salute e Ambiente di Rivara ha incontrato Palma Costi, candidata per il Pd del premier Renzi al consiglio regionale, che tuttora presiede.

I termini dell’incontro sono stati tenuti finora riservati, ma da quanto trapela la stessa Palma Costi, pur ribadendo il peso politico delle sue prese di posizione e di quelle di tanti colleghi e amministratori contrarie al deposito, non ha nascosto ai rivaresi qualche timore sulla coerenza e nebulosità di quanto sta accadendo.

Comunque, se dovesse servire ancora qualche altro indizio, basti sapere che i fautori del deposito - promesso già 8 anni fa come operazione praticamente fatta con accordi e intese già fatte nei comunicati investitori inglesi - hanno ricorso in appello contro la sentenza del Tribunale di Modena che scagionava il Comitato e l’ex sindaco di Finale Raimondo Soragni dalla azione risarcitoria promossa da Independent contro di loro.

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