«Non siamo tutti omertosi A Serra vogliamo legalità»
Il presidio Libera replica alle dichiarazioni di chi ha giustificato abusi e corruzione «Si è difuso un sistema di relazioni pericolose, la gente deve essere informata»
SERRAMAZZONI. «Serra cosa vuoi diventare?». È la domanda che il presidio di Libera rivolge «ai tanti che da anni si spendono in attività di volontariato e si battono per tutelare e valorizzare le risorse di cui il territorio è ricco».
Domanda che arriva dopo la nuova ondata di imputazioni relative al cosiddetto “Sistema Serra”, mentre - interpellati dalla Gazzetta - diversi serramazzonesi sembrano invece voler giustificare certi comportamenti corruttivi. Il presidio Libera “Renata Fonte” prende così posizione, «a nome delle tante persone che non si “voltano dall'altra parte” e che vogliono capire cosa è accaduto».
«Le affermazioni di alcuni serramazzonesi rassegnati e sfiduciati rappresentano forse un punto di vista diffuso e danno il senso di quanto questo territorio si sia lasciato andare, rendendo l’idea della povertà etica e del sonno delle coscienze a cui da anni ci hanno abituati. Come rappresentanti di Libera, anche per dare giusto merito ai cittadini che chiedono il rispetto della legalità e si battono ogni giorno in nome della giustizia sociale, non possiamo accettare che questa sia l’unica immagine che oggi connota il nostro paese».
Libera spiega che le vicende che hanno reso tristemente nota Serra in questi anni sono da inserire in una visione più ampia: «Sempre più spesso la nostra regione si confronta con episodi di clientelismo, corruzione, amicizie pericolose tra amministratori e personaggi legati alla criminalità organizzata, il caso di Brescello ne è esempio. Troppe volte la comunità risponde preferendo l’omertà alla denuncia, per paura o convenienza o perché rifiuta di leggere minacce ed intimidazioni come segnali precisi di un codice mafioso. Per voltare pagina è indispensabile che prima di tutto dall’Amministrazione Comunale arrivi una informazione chiara e tempestiva ed una posizione limpida e inequivocabile e che ogni cittadino, responsabilmente, si faccia carico di ascoltare, partecipare e diventare sentinella attenta del territorio. Solo così riteniamo si potrà avere la forza di trasformare le vuote chiacchiere in azioni efficaci di legalità».
Libera ricorda che per Serra sono in corso sei procedimenti penali nei quali il Comune, ritenendo che i cittadini ed il Paese stesso siano parte lesa, si è costituito parte civile.
«Il nostro Presidio è impegnato ad assistere a tutte le udienze ed intende qui cogliere l’occasione per invitare il sindaco e la giunta ad essere presenti, a rendere noti i calendari delle udienze e ad organizzare incontri pubblici», anche se occore confidare «nella azione della Magistratura», «consapevoli delle difficoltà che rallentano i calendari dei processi», cui Libera ha fatto seguire un appello, per evitare che nelle prescrizioni venga leto un «lasciapassare a ulteriori illegalità».
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