Caso Cardiologia, prove da internet: il giudice le “cancella”
Non ammessi i file “catturati” con sistemi invasivi: non si sa ancora quanti dati verranno scartati e quanto incideranno
Nella seduta di ieri della maxi udienza preliminare sul caso di Cardiologia il giudice Andrea Romito ha sciolto le riserve sulle prove da utilizzare. Come noto, alcuni difensori dei 53 imputati (persone fisiche e aziende) aveva sollevato forti dubbi sulla ammissibilità di dati provenienti da mail e file di hard disc “captati” dai Nas con software borderline e anche con richieste ai gestori delle mailbox. Non solo: il legale della professoressa Maria Grazia Modena, avvocato Massimiliano Iovino, aveva anche sottolineato che dal novembre 2011 al giugno 2012 mancava l’autorizzazione firmata dal gip per la prosecuzione delle indagini e che quindi questo “buco” burocratico-temporale poteva mettere in discussione tutte le prove acquisite in quei mesi. Su tutti e tre i quesiti il gup ha risposto. Ha detto che le mail degli indagati, oggi imputati, acquisite dai gestori delle mailbox sono valide e ammissibili in quanto il Codice della Privacy fa riferimento alla durata di obbligo di conservazione delle mail stoccate nel database centrale del gestore e non dice nulla sulla loro gestione a fini di indagine. Ha rappezzato il documento mancante del gip per la proroga delle indagini attraverso un’ordinanza. E ha detto sì alla richiesta dell’avvocato Luca Brezigar per accantonare le prove acquisite con il software Trojan in quanto invasivo della privacy dei dati dentro l’hard disc dell’indagato. Quindi tutti i dati presi in questo modo non saranno utilizzabili. Quanto inciderà quest ultima decisione sull’andamento del processo? Quante sono e quanto sono importanti? È presto per dare una risposta. A quanto è dato a sapere, riguardano principalmente file captati dai computer della professoressa Modena, del dottor Giuseppe Sangiorgi, direttore di Emodinamica e secondo al pubblica accusa, pm Marco Niccolini, il motore dell’organizzazione che produceva le sperimentazioni occulte in cambio di sponsorizzazioni occulte tramite onlus create apposta. Ma vale anche per i dati digitali di altri imputati, quasi tutti dello staff di Cardiologia. Si vedrà quanto queste prove accantonate incideranno sulla massa probatoria.
Ieri sono anche cominciati gli interrogatori. Nessun imputato ha chiesto di patteggiare o il giudizio abbreviato. È stato ascoltato il dottor Andrea Amato, medico romano che si trovava al Policlinico per un master al laboratorio di Emodinamica. Quindi, il dottor Fabrizio Clementi, in servizio al la Cardiologia del Policlinico di Tor Vergata: ha parlato delle onlus coinvolte nell’inchiesta. È stata poi la volta di Valentina Martinotti, 43nne pavese, la ormai famosa segretaria fantasma, la collaboratrice del dottor Sangiorgi che lavorava al Policlinico senza averne titolo. La Martinotti ha spiegato che svolgeva attività di segretaria ma non abusiva, in quanto, a suo dire, era stata reclutata da Sangiorgi per fare da tramite tra le attività professionali del medico e le attività di Emodinamica. In altre parole, svolgeva un lavoro che non era propriamente pubblico, anche se in un ufficio di un ospedale. Il suo stipendio era pagato da una delle onlus dell’inchiesta.
Infine, ha risposte alle domande anche Monica Pantaleoni, medico componente del Comitato etico provinciale, che con l’ex Direttore generale Stefano Cencetti è accusato di omesso controllo per le sperimentazioni. La Pantaleoni ha invece spiegato di avere avuto segnalazione di una sperimentazione sconosciuta dal segretario del Comitato Etico e di averne scritto a Cencetti. Cencetti gli segnalò di aver scritto alla Modena. Poi non ha più saputo nulla.
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