Coldiretti fa infuriare i tecnici
Lettera ai soci: «Rimuovete i professionisti lenti e affidatevi a noi»
La scadenza per la presentazione dei progetti di ricostruzione è stata prorogata al 30 giugno 2015, ma non per le imprese agricole. La loro scadenza resta fissata al 31 dicembre e mentre è in atto un pressing alla Ue per ottenere una proroga (si sono impegnati a tal proposito Cecile Kyenge, Matteo Salvini, i parlamentari e la Regione) c’è una lettera spedita agli associati di Coldiretti che ha mandato su tutte le furie i tecnici privati.
«Non possiamo esimerci - si legge nella missiva datata 23 ottobre - dal segnalare la profonda preoccupazione relativa allo scarso numero di domande presentate. Sono intorno al 50%, ciò significa che la maggioranza sono ancora in mano ai tecnici incaricati (...) e per il rilascio del nullaosta del contributo passano dai 4 ai 6 mesi. In virtù di questa preoccupazione, alle luce delle difficoltà che molte aziende stanno trovando nel relazionarsi con i tecnici incaricati, presso la direzione di Coldiretti Modena è stato istituito un ufficio Assistenza Sisma che provvederà ad intervenire, su mandato dell’azienda, con i vari tecnici per capire lo stato dei lavori e sollecitarne la presentazione dell’istanza».
Fin qui appare una comunicazione istituzionale, anzi un servizio agli associati. Poi però i toni si fanno più duri: «L’ufficio ha contattato numerosi studi professionali disponibili a prendere in carico le domande, qualora il tecnico, che non ha adempiuto in oltre due anni al proprio lavoro, venga rimosso dall’incarico. Si invitano tutti i soci che hanno domande ancora non complete o peggio non ancora presentate ad agire presso il proprio tecnico, richiedendo il protocollo di presentazione della domanda o di intimarlo per iscritto a presentarla. Se il tecnico non ha prodotto ancora nulla o poco è opportuno valutare la revoca immediata del mandato, che ha immediata efficacia e il tecnico è obbligato a consegnare tutta la documentazione». (f.d.)
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