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VERSO LE REGIONALI

Emilia Romagna Civica scende in lizza

Emilia Romagna Civica scende in lizza

Una bicicletta e, in secondo piano, una rosa rossa e un sole sorridente. Si presenta così il simbolo de “Emilia Romagna Civica”, la lista che riunisce sotto un’unica egida Socialisti, Verdi, LibDem e...

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Una bicicletta e, in secondo piano, una rosa rossa e un sole sorridente. Si presenta così il simbolo de “Emilia Romagna Civica”, la lista che riunisce sotto un’unica egida Socialisti, Verdi, LibDem e Scelta Civica. E che completa, insieme al Pd e a Sel, la coalizione di centrosinistra a sostegno, in vista delle imminenti Regionali, Stefano Bonaccini. Una bicicletta «che unisce e che rappresenta al meglio lo spirito di questa formazione politica». E cioè, quello di una lista capace di radunare esperienze ecologiste e rappresentanti del mondo culturale, «storci esponenti delle battaglie per i diritti civili unitamente al riformismo di matrice liberaldemocratica e socialista». Insomma, un “melting pot” che, di fatto, si coagula intorno ai nomi di Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì uscito sconfitto dalle primarie di fine settembre, e Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, con l’obiettivo di portare «un vero rinnovamento nel centrosinistra regionale», raccogliendo i voti di quanti, pur collocandosi in quest’area politica, non si riconoscono nella politica del Pd. A Modena il ruolo di capolista è riservato ad Antonio Compagnoni, agrotecnico di professione, da tempo volto noto del “mondo biologico”. Subito dietro, Mario Galli, ex Vicepresidente della Provincia modenese, già sindaco di Sestola negli anni ’70. A seguire, poi, Fabrizia De Ruvo, Dante Bertoni, Mariachiara Calanca - giovanissima Assessore alle politiche giovanili di Bastiglia - Cataldo Cataldo, Barbara Cristoni e Graziella Giovannini. Tra le tante parole d’ordine che sintetizzano i valori della lista – ambiente, cultura, diritti, ma anche turismo e sicurezza - il lavoro compare sicuramente al primo posto. In questa fase, secondo Galli, si deve promuovere «un rapporto equilibrato tra sviluppo e occupazione, tutela della salute e dell’ambiente», in modo da incoraggiare «un’armonia di relazione nel vero interesse di tutti». Perché «senza lavoro viene meno anche la coesione sociale». Per portare a casa questi obiettivi, però, è necessaria una rigorosa selezione degli investimenti, e quindi un «riordino della spesa pubblica» che parta, in particolare, dalla Sanità.

«I Distretti Sanitari vanno dimezzati – spiega Galli – in modo da investire le consistenti risorse che si risparmiano in attività socio-sanitarie: meno burocrati e più servizi ai cittadini».

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