La città si trasformò in scuola militare
Tra la fine del 1914 e l’inizio del 1915 a Modena si cominciava a respirare aria di mobilitazione. Già da tempo la città era un luogo dove il Regio Esercito addestrava le proprie truppe. La...
Tra la fine del 1914 e l’inizio del 1915 a Modena si cominciava a respirare aria di mobilitazione. Già da tempo la città era un luogo dove il Regio Esercito addestrava le proprie truppe. La prestigiosa Scuola Militare aveva fama di essere una «fabbrica degli ufficiali», contribuendo a dare lustro al capoluogo provinciale accanto alla sua antica Università.
Come sottolineava il sindaco di Modena, Giuseppe Gambigliani Zoccoli, il Comune aveva sempre accolto «senza perplessità e riserve» la presenza di contingenti militari, anche quando «avrebbe potuto forse largamente resistervi».
Per le rinnovate esigenze militari ed in vista della mobilitazione, il Comune capoluogo destinò alle truppe diversi locali prima adibiti a servizi pubblici ma anche scuderie, «capanne» e fabbricati scolastici. Sotto la spinta delle «insistenti richieste delle famiglie e delle Autorità scolastiche», l’amministrazione di Gambigliani Zoccoli dovette cercare quindi nuove sedi per le scuole.
Così, «dopo molte incertezze e trattative», riuscì a trovare nuovi locali dove potevano essere accolti, «per quanto con riduzioni d’orario ed a classi alternate», migliaia di studenti. Più difficile si rivelò la fornitura di alloggi agli ufficiali, i cui oneri erano addebitati ai Comuni. In altre parole, lo Stato faceva le leggi, e i Comuni (già allora) pagavano.
Altri segnali che facevano pensare ad un possibile coinvolgimento dell’Italia nella «conflagrazione europea» (come si diceva allora) riguardavano i preparativi nel settore sanitario. I medici modenesi erano invitati a partecipare a lezioni di medicina e chirurgia di guerra e gli infermieri volontari a conferenze sui mezzi e metodi per la disinfezione.
Particolarmente attiva divenne la sezione modenese della Croce Rossa Italiana, che alla fine del 1914 aveva 313 soci, con un aumento di 69 iscrizioni rispetto ad un anno prima.
All’inizio di gennaio del 1915 una seconda sezione della Croce Rossa (che era stata
ricostituita a Carpi nel marzo del 1914) prese «determinazioni precise ed urgenti» per iniziare un «corso d’istruzione» rivolto ad infermieri volontari. In aprile la sezione modenese della Croce Rossa invitò anche gli studenti della locale Facoltà di Medicina che non avessero obblighi di leva, ad entrare «nelle sue fila», pronti a prestare servizio «a beneficio dell’Esercito e del Paese» come maresciallo aiutante di sanità (quelli del quinto e sesto anno) o di sergente aiutante di sanità (quelli del quarto).
«L’ora del grande cimento» si stava avvicinando a passi veloci e la popolazione cominciava a manifestare i primi segni di inquietudine.
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