Gazzetta di Modena

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UNA TESI di laurea

Quando la Festa dell’Unità segnava la storia politica

Quando la Festa dell’Unità segnava la storia politica

Una tesi originale e di grande interesse politico, sociale e culturale quella del giovane Raffaele Caterino, presidente Anpi di Maranello e responsabile Cultura, Università, Ricerca, Memoria storica...

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Una tesi originale e di grande interesse politico, sociale e culturale quella del giovane Raffaele Caterino, presidente Anpi di Maranello e responsabile Cultura, Università, Ricerca, Memoria storica e Antifascismo di Giovani Democratici Distretto Ceramico che il 22 ottobre si è laureato a Modena in Scienze della Cultura, nella classe di Storia, discutendo la tesi “Feste de l'Unità a Modena, cambiamenti e tradizioni socio-politiche dal 1983 al 2007”. «La scelta dell'argomento è nata da una ricerca che avevo cominciato tre anni fa, per il gusto di scoprire come erano le Feste che vedevo quando erano bambino - spiega Caterino - Il ricercatore che c'è in me, mi ha spinto a continuare e ad ampliare la ricerca coprendo tutto l'arco cronologico delle Feste dal dopoguerra a oggi e ho individuato un periodo che mi sembrava il più originale: dal 1983 perché è l'anno della svolta dell'impostazione politica, al 2007 perché è l'anno di fine». Dalla tesi si evince che gli elementi costanti che caratterizzano negli anni la manifestazione stanno sicuramente nella formula: una grande kermesse che offre proposte per ogni gusto, sia culinarie che d'intrattenimento. «Sono però gli stessi elementi presenti in modo costante a essere i protagonisti dell'evoluzione - spiega l'autore - Nel corso degli anni sono cambiate le proposte gastronomiche, gli spettacoli. La Festa riesce a interiorizzare i cambiamenti e a riproporli col suo “linguaggio”. Nel corso degli anni la festa si è ridimensionata, ha visto una razionalizzazione di allestimenti per questioni economiche, senza perdere comunque gli elementi che l'hanno sempre caratterizzata». La tesi di Caterino si concentra anche sul grande e potente motore del volontariato senza il quale la Festa non potrebbe avere lo stesso successo che conosciamo. «La Festa è una sorta di grande comunità, aldilà del partito, che si ritrova, costruisce, smonta, cucina, si occupa di impianti e nel mentre discute e fa politica mettendo a disposizione le proprie capacità. Anche per molti di quelli che non si ritrovano sempre in alcuni comportamenti del partito, la Festa è un appuntamento immancabile, proprio per quella grande comunità che si è costituita. Il futuro della Festa lo vedo possibile solo conoscendo la sua storia e mantenendo il suo nome - conclude Caterino - L'anno prossimo saranno i 70 anni della Festa, se questo si può celebrare è perché questa manifestazione ha qualcosa che la rende così longeva, grazie alla capacità di interpretare la realtà, cogliere i momenti, le tendenze sempre all'interno di una cornice rispettosa della sua storia».

Laura Solieri

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