Stone Island in cinque anni ha raddoppiato il fatturato
Raggiunta quota 80 milioni: anche nel 2014 la redditività è cresciuta (+22%) Il titolare Carlo Rivetti ora progetta un’espansione verso gli Stati Uniti
Anticipazioni più che positive per il bilancio dell’azienda di abbigliamento Stone Island. L’impresa con sede a Ravarino segna un’ulteriore crescita nel 2014 con la previsione di raggiungere, a fine anno, quota 80 milioni di fatturato. Il brand, a cui capo c’è Carlo Rivetti, segnerebbe così un +13% rispetto al 2013.
«Abbiamo raddoppiato il fatturato in 5 anni a tutto beneficio della redditività che, nel 2014, sarà in aumento del 22% a circa 12 milioni di euro, sintomo di ottima salute per l’azienda», ha detto il presidente Rivetti a Pambianconews . Il segreto di questi dati molto positivi è da leggere nello strategico posizionamento dei retailer: 14 monomarca, includendo il flagship store in Schuttershofstraat nel cuore dello shopping di Anversa, in Belgio, che verrà aperto a fine mese. L’Italia resta il mercato di riferimento per Stone Island con il 36% dei ricavi, a cui seguono Regno Unito, Germania, Olanda e Korea. Una crescita quella italiana stimata sul 3,5% (dato non trascurabile vista la tendenza generale interna non proprio positiva), mentre il dato riferito all’estero è un +8%. Estero che, per il momento, non comprende direttamente gli Stati Uniti, sebbene Rivetti non escluda un approdo a stelle e strisce nei prossimi due anni. L’e-commerce, la vendita online sul sito aziendale, produce il 4% del fatturato, dedicandosi alle linee uomo e bimbo. E proprio il settore “Stone Island Junior” rappresenta il 5-6% dei ricavi con 12 monomarca sparsi per il mondo, ai quali da poco si è aggiunto anche un corner nel department store “De Bijenkorf” di Amsterdam.
Nei mesi scorsi si era parlato di una possibile vendita di Stone Island o della ricerca di un partner. Indiscrezioni avevano individuato nel gruppo di Renzo Rosso e nell'americana VF Corporation i due più probabili interessati all'operazione. Poi gli azionisti hanno deciso di rinnovare l'impegno e di investire ancora nell’azienda. Una decisione determinata anche in seguito ai dati emersi dal bilancio 2013, chiuso con un fatturato sui 70 milioni di euro (+ 12% sul 2012) e un margine operativo lordo di quasi 9,5 milioni di euro, più del 50%. Sulla scelta ha influito anche il fatto che nessuno degli acquirenti avesse accettato di impegnarsi garantendo il mantenimento dell'attività a Ravarino. Punto sul quale Carlo Rivetti non ha voluto transigere.
Maria Vittoria Melchioni
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