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Bottiglietta alla varechina: 56enne grave in ospedale

di Stefano Totaro
Bottiglietta alla varechina: 56enne grave in ospedale

Il dipendente delle Poste ha preso la minerale chiusa dal distributore automatico Ricoverato 5 giorni in Medicina area critica. Sequestrate tutte le bevande. Analisi

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Ha bevuto varechina o qualcosa di tossico che emanava lo stesso odore da una bottiglietta presa dal distributore automatico del suo posto di lavoro. L’ambulanza lo ha portato di corsa al Policlinico dove è stato ricoverato in prognosi riservata al Policlinico, al Miac, Medicina interna area critica, il reparto specifico dove si curano i pazienti con avvelenamenti o intossicazioni gravi.

Le sue condizioni progressivamente sono migliorate e dopo cinque giorni in cui è rimasto in osservazione, martedì è stato dimesso. Sulla vicenda sta indagando la procura che ha disposto da subito il sequestro delle bevande contenute all’interno del distributore automatico.

Tutto ha inizio nel cuore della notte tra giovedì e venerdì, all’interno del Centro postale di distribuzione in via delle Nazioni. M.M., cinquantasei anni, dipendente delle Poste, stava svolgendo il turno notturno, come è nelle sue mansioni di ripartitore, cioè un addetto alla separazione e distribuzione della corrispondenza che poi i vari postini prendono e consegnano.

Durante il turno vuole dissetarsi e utilizza pertanto, come è consuetudine che accada, il distributore automatico di bevande vicino alla sua zona operativa. In presa ai forti dolori e bruciori allo stomaco e all’addome, per quanto stesse malissimo era cosciente e una volta al Policlinico è riuscito a spiegare e ai medici che lo stavano soccorrendo cosa gli fosse accaduto: ha dichiarato di aver preso la bottiglietta, normalmente chiusa, di averla aperta e di aver iniziato a bere quando ha sentito arrivargli al naso il forte odore di varechina. Una puzza fortissima. Ma ormai era troppo tardi, alcune sorsate erano state già effettuate. E da subito sono arrivati i dolori e il bruciore.

Mentre i medici si prendevano cura del 56enne intossicato, del caso venivano informate le forze dell’ordine e il magistrato di turno.

Sono così scattate le indagini in base alle indicazioni della Procura: tutto ciò che era contenuto all’interno della macchinetta distributrice di bevande è stato sequestrato e verrà sottoposto ad analisi di laboratorio. Così come sono state effettuate le analisi specifiche sulla bottiglietta incriminata, per capire quale sostanza abbia causato ’avvelenamento. Bisognerà ricostruire nei dettagli l’intera vicenda e soprattutto capire il “perché “ di quella bottiglietta d’acqua minerale: come è arrivata lì, cosa conteneva, come, in quale modo sia stata contaminata.

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