Cassa integrazione: a Modena +66,5% nel mese di settembre
I dati diffusi dal sindacato Uil evidenziano l’aggravamento: Zignani: «È il momento peggiore dall’inizio della crisi»
Con 1,6 milioni di ore autorizzate e un aumento del 66,5%, Modena si presenta la seconda provincia in Regione per ricorso alla cassa integrazione nel mese di settembre. A rivelarlo sono i dati contenuti nel report elaborato dalla Uil Emilia Romagna, sulla base dei dati Inps, secondo il quale sono otto milioni e 535.688 le ore di cassa integrazione autorizzate in Emilia-Romagna durante il mese di settembre: un balzo del 206 per cento su agosto e del 19,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Tra le province, il pacchetto più consistente di cassa integrazione autorizzata è quello relativo a Bologna con 1,891 milioni di ore (-13,9% su settembre 2013); seguono Modena con 1,672 milioni (+66,5%): 76.718 di cassa ordinaria, 279.386 di straordinaria e quasi 1,3 milioni di ore per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga. Seguono Rimini con 1,305 (+92,4%), Ferrara con 813.798 (+253,2%), Forlì-Cesena con 804.101 (+31,7%), Ravenna con 635.529 (-5,8%), Parma con 623.657 (-4,2%), Reggio Emilia con 530.338 (-27,8%) E Piacenza con 258.851 (-28,8%).
«Siamo allo stremo dello stremo, non ci sono segnali di ripresa – è l'allarme lanciato dal segretario regionale Giuliano Zignani che in piena campagna elettorale striglia i candidati alla presidenza della Regione – Nessuno ha ancora capito quali siano i loro programmi contro questa crisi senza fine, va riscritto un patto tutti insieme per il futuro. Il fatto che la stragrande maggioranza delle ore si concentri sulla cassa in deroga è indice di un'ulteriore negatività, perché questo specifico istituto è proprio delle piccole e medie realtà produttive. Le aziende hanno sfruttato agosto per far smaltire le ferie maturate in cassa integrazione, ma molte realtà hanno preferito licenziare i lavoratori non essendo sicuri del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. I dati di settembre, invece, confermano che siamo di fronte a una crisi che perdura e lo dimostra il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali».
E di miglioramenti all'orizzonte non se ne intravedono.
«Sono fermi i consumi, sono ferme le aziende, è fermo tutto – è l'allarme della Uil regionale – Siamo nel momento peggiore dall'inizio della crisi, l'Emilia- Romagna soffre». Secondo Zignani, infatti, i dati di settembre 2014 rappresentano il picco negativo degli ultimi anni: rispetto allo stesso mese del 2013, la cassa in regione cresce quasi del 20%. Senza differenza tra i settori: soffrono industria e commercio, edilizia e piccoli artigiani.
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