Minore rinviato a giudizio per lo stupro di gruppo
Fissata l’udienza al Tribunale dei Minori per uno dei cinque giovani accusati dalla studentessa sedicenne di aver abusato durante la festa a bordo piscina
Arriva davanti al giudice il caso della studentessa minorenne che aveva denunciato uno stupro di gruppo subìto nel corso di una serata in campagna nell’agosto 2013: è stato chiesto il rinvio a giudizio per l’imputato allora minorenne, difeso dall’avvocato Roberto Chiossi. Per il ragazzo è stata fissata l’udienza davanti al Tribunale dei Minori di Bologna. Non è ancora invece nota la decisione del sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli riguardo gli altri quattro ragazzi coinvolti, tutti diciottenni all’epoca dei fatti: l’udienza preliminare con eventuali richieste di rinvio a giudizio deve essere ancora fissata in Tribunale. La notifica in ogni caso è attesa a giorni. L’attende anche la parte offesa, rappresentata dall’avvocato Luca Scaglione per conto della ragazza e della sua famiglia. Si avvia così verso le aule giudiziarie l’inchiesta dichiarata conclusa dal pm Sighicelli già nel luglio scorso. Un’indagine spinosa e soprattutto delicata considerando l’età di tutti i giovani coinvolti e l’accusa.
La vicenda, come noto, si è svolta una sera d’estate nella casa di campagna di uno dei giovani imputati. Dopo un pomeriggio a bordo piscina con alcuni amici e amiche - secondo il racconto della ragazza confermato in sede di incidente probatorio - quando il tasso alcolico era ormai elevato, la ragazza sarebbe stata portata dentro lo spogliatoio della piscina. Lì in tre avrebbero abusato di lei mentre uno (o forse due, resta da stabilire) faceva da palo impedendo che altri si avvicinassero. Dopo la violenza sessuale, ha sempre riferito la ragazza, i giovani se ne sarebbero anche vantati in giro.
Oltre il racconto della ragazza, ci sono i referti delle analisi del Dna prelevato dai giovani e quello dagli abiti della ragazza.
Sul caso hanno indagato a lungo i carabinieri e i Ris. Le prove raccolte andranno tutte valutate, perché i difensori dei ragazzi ripetono di nutrire forti dubbi sulla loro efficacia. Uno dei legali ha addirittura sostenuto che in base alle testimonianze raccolte la ragazza sarebbe stata consenziente. La ragazza ha vissuto con estremo disagio anche il periodo delle indagini arrivando a restare a casa da scuola.
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