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Parrocchia in subbuglio, cartelli contro il parroco

Parrocchia in subbuglio, cartelli contro il parroco

La gestione economica, alcune scelte e la conduzione della scuola al centro della protesta: la frazione tappezzata di slogan contro don Fernando

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Portile, piccola frazione alle porte di Modena al confine con Castelnuovo. Una realtà tranquilla che in queste ore è finita sotto ai riflettori per questioni legate alla vita parrocchiale.

L’ultimo episodio è di qualche giorno fa: le vie del paese si riempiono di cartelli molto critici, per usare un eufemismo, sulla conduzione della parrocchia, con riferimenti espliciti e offensivi anche per il parroco, don Fernando.

Sono scritte autoprodotte che in una mattina soleggiata tutti possono leggere e vedere: quello più educato lo pubblichiamo qui a fianco “Fedeli in fuga? Dove vanno...”.

Si potrebbe pensare ad una bravata, ma non si tratta di uno scherzo di cattivo gusto. Tante, però, in queste ore sono state le telefonate arrivate al nostro giornale per raccontare di una situazione che ormai dura da diversi mesi, anche lettere, tutte a denunciare la stessa situazione: la parrocchia si sta svuotando, conflitti tra la maggior parte dei fedeli e il parroco. Lo dicono anche i numeri: si contano sulle dita di una mano i bambini che ormai frequentano il catechismo, la Santa Messa domenicale delle 11, dicono alcuni parrocchiani, comincia da settimane sempre con diversi minuti di ritardo per aspettare che ci sia in chiesa un numero accettabile di fedeli.

Nel mirino, come dicevamo, è finito il parroco, arrivato ormai qualche anno fa dalla Madonnina. I suoi falchi, termine in uso anche nelle ultime vicende legate al Vaticano, sono coloro che non condividono la sua gestione e la conduzione della parrocchia. Malumori sono all’ordine del giorno, succede un po’ ovunque quando c’è un cambio di regia, ma il caso di Portile sta andando oltre. Una “manifestazione” pubblica come quella dei cartelli non si era mai vista. Per capire cosa ci sia effettivamente alla base della protesta bisogna conoscere bene la storia della parrocchia di Portile.

Uno degli aspetti più delicati, ad esempio, riguarda l’asilo. La scuola è data in gestione ad un ordine di suore che da molti anni svolge la sua attività senza il minimo problema e con grande apprezzamento. Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, da quando il parroco ha voluto “dire la sua” in modo più esplicito del solito sulla conduzione della scuola.

Gli attriti arriverebbero anche dalla scelta delle maestre, almeno una di queste vicina all’Ordo Virginum, ordine delle vergini, una forma di consacrazione, tutta al femminile, che ha radici molto antiche. Non si tratta di suore, tanto per capirci, ma di laiche che decidono, senza prendere i voti, di dedicare la loro vita al servizio. Evidentemente un diverso modo di intendere la scuola e l’educazione ha così portato diversi genitori a manifestare il proprio disappunto.

Da qui molti malumori, che vanno ad aggiungersi anche alle scelte economiche che la parrocchia vorrebbe fare per risistemare alcune proprietà e un consiglio pastorale da un po’ di tempo sull’Aventino per vedere ciò che succede.

Tutto questo non è passato inosservato alla Curia. Dopo l’episodio dei cartelli apparsi qualche giorno fa, infatti, i massimi esponenti della Chiesa modenese si sono ritrovati per discutere il da farsi ed eventuali provvedimenti ma soprattutto capire quale sia il reale problema di una comunità che sembra arrivata al limite della sopportazione come mai era accaduto in passato. (r.c.)

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