«Vivo in roulotte ma pago la Tari»
San Felice. Il leghista Denis Zavatti: «Ci sono tanti sfollati nelle mie condizioni»
SAN FELICE. Costretto a pagare la Tari (e la “vecchia” Tares) sulla roulotte in cui vive da due anni e mezzo, dopo che il sisma ha reso inagibile la sua casa, nell’azienda agricola di famiglia . È la storia di Denis Zavatti, già capogruppo in Provincia, oggi candidato alle regionali per la Lega Nord.
«Dal 20 maggio - si legge in una nota - Zavatti vive in una roulotte e in un container sui quali il Comune comunque pretende la tassa rifiuti. Nessuna clemenza fiscale, neanche di fronte alla devastazione. La tassa è comunque pretesa, anche per una roulotte, e niente importa che non si tratti di bene accatastato».
L’esponente leghista precisa che “la mia è solo una delle tante storie di vessazione a cui sono costretti i terremotati. Qui siamo tutti vittime dello Stato. E la vergogna continua. Scaduta la sospensione fiscale stanno infatti arrivando anche i salassi Equitalia, altro ignobile sciacallaggio”.
«Uno Stato incivile sta lucrando sul dramma del sisma», contesta il candidato alla presidenza della Regione per Lega Nord, Forza Italia e FdI Alan Fabbri, che invita a “rispedire al mittente le cartelle della vergogna”. Il candidato ha ribattezzato la campagna #rimbalzalavergogna.
«Ad oggi - aggiunge Marco Nora di Fratelli d’Italia - non è arrivato un euro alle persone e alle imprese alluvionate. Dal 3 novembre si deve cominciare a pagare le tasse e dal 17 i contributi: a mio parere è immorale che uno Stato richieda soldi prima di aver rimborsato i danni cagionati da incuria. Come se non bastasse, le cartelle di Equitalia stanno arrivando nelle zone terremotate senza tenere in alcun conto la situazione degli individui e delle ditte che hanno avuto una forte calo di entrate».
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