«Aiutate i bambini a guarire dal diabete»
Fiorano. Alle elementari alunni fanno donazione al S. Raffaele “spinti” dalla malattia di un compagno
FIORANO. Un gesto che viene dal cuore e che tocca il cuore. A compierlo i bambini, gli alunni di quella che quest’anno è la quinta B della scuola elementare Menotti di Spezzano. Al posto delle bomboniere da regalare alle maestre, per la loro prima comunione, d’accordo con genitori e insegnanti, hanno raccolto una somma di denaro e l’hanno donata al Diabetes Research Institute, il centro di ricerca sul diabete dell’ospedale San Raffaele di Milano. E proprio oggi i ricercatori di quel centro saranno in aula a Spezzano per spiegare ai bambini cos’è il diabete e come si gestisce. Profonda, semplice e diretta la lettera arrivata al San Raffaele. «Nella nostra scuola c’è un bambino che soffre di diabete - si legge - sta con noi in mensa, gioca con noi nel prato; insomma fa tutte le cose che facciamo noi. Solamente che spesso, durante il giorno, la sua mamma viene a scuola, gli dice cosa deve mangiare. Noi abbiamo fatto la prima comunione e invece di donare le bomboniere alle maestre abbiamo deciso di fare un’offerta al vostro gruppo di ricerca, nella speranza che troviate delle medicine per far passare il diabete a tutti i bambini!». A sostenere e seguire i bambini in questo splendido percorso di consapevolezza è stata la maestra Romana Giordani. «Ci abbiamo ragionato per bene - ha spiegato la maestra - ne abbiamo parlato e dai bambini è arrivata questa idea perché in una delle altre classi c’era questo bambino diabetico. A noi è sembrato un atto semplice e bello, mai ci saremmo aspettati di ottenere una risposta così forte e significativa da parte dei ricercatori. È fantastico». E oggi il professor Lorenzo Piemonti, viceprimario dell’istituto di ricerca sul diabete del San Raffaele, insieme ad alcuni collaboratori, incontrerà i bambini di due classi, la quinta e la quarta B. «Parleremo con loro di cos’è questa malattia, che nei bambini in età scolare è in netto aumento - ha spiegato Piemonti - e risponderemo a tutte le loro domande. Spiegheremo anche cos’è la ricerca, cosa fa uno scienziati e proietteremo un filmato realizzato apposta per loro, dove il nostro staff li saluta e mostra dove e come lavora. Poi saremo a disposizione dei genitori per domande su come la malattia si gestisce e si affronta». E confessa che quella letterina, dolce e profonda, è andata dritta al cuore del suo staff. «In poche righe ci è stata rivelata l’esistenza di una piccola comunità che vive con vicinanza e solidarietà la realtà della malattia e che ha colto il significato della ricerca, cosa assolutamente non scontata. La loro è una visione profonda e nello stesso tempo semplice e diretta, perché è così che sono i bambini, dai quali tutti abbiamo sempre da imparare». Una malattia, il diabete, che ha un’incidenza in età infantile veramente preoccupante, malgrado se ne parli pochissimo. «L’incidenza nei bambini in età scolare è raddoppiata negli ultimi dieci anni - ha aggiunto Piemonti - in questa fascia di età, un bambino su 300 è colpito dalla malattia e questo significa che c’è bisogno di fare ricerca per comprendere e affrontare il problema. Ci facciamo forza di questo segnale bellissimo che è arrivato dai bambini della scuola di Spezzano e a loro diciamo grazie per tutto quanto saremo in grado, speriamo, di fare».
Claudia Benatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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