Cimice asiatica, c’è l’invasione
Scoperta per la prima volta nelle campagne modenesi. Appello per identificarla
L'allarme cimice asiatica arriva in Italia ed è l'università di Modena a chiede aiuto alla popolazione per saperne di più sulla Halyomorpha Halys, la cimice scoperta per la prima volta nel 2012 dagli studenti del nostro ateneo.
«Dannosissima - per le coltivazioni e le piante in generale vigneti inclusi - precisa una nota dell’università - l’insetto viene studiato nei laboratori del Dipartimento di Scienze della Vita insieme al Servizio Fitosanitario della Regione. Negli Usa la cimice ha già provocato danni miliardari e l'Italia è il primo paese in Europa in cui sta iniziando a causare danni consistenti alle colture».
Ora si prova a studiarne il comportamento per identificare efficaci antagonisti naturali e che già vivono nei nostri territori.
«In queste settimane - continua la nota - la cimice sta infastidendo chi vive in provincia di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Milano con anomale invasioni presso le abitazioni, soprattutto in prossimità di aree verdi». Ma ci sono nuove segnalazioni a Udine, Treviso e ai confini tra Marche e Abruzzo. A parte il caratteristico cattivo odore emesso, le cimici asiatiche sono innocue per l'uomo e gli animali. Il pericolo lo corrono piuttosto le piante, dato che l'insetto in questione si nutre di un'ampia varietà di specie coltivate e spontanee.
Durante un monitoraggio tra i frutteti modenesi quest’estate, la presenza della cimice asiatica è risultata consistente. Precisa Lara Maistrello, entomologa del Dipartimento di Scienze della Vita: «In alcune aziende al raccolto si sono registrati danni, in termini di frutti deformi, superiori al 40% sul pero, con picchi del 100% sul pesco in frutteti familiari non gestiti. Nei vigneti queste cimici sono state osservate a nutrirsi sui grappoli in maturazione e anche durante la vendemmia: questo ha fatto temere per possibili alterazioni sulla qualità del vino».
Negli Stati Uniti gli agricoltori e i ricercatori americani sono prese con questo insetto che negli Usa ha già provocato danni alle colture per 21 miliardi di dollari. Le conseguenze? «Gli agricoltori - conclude Maistrello - hanno quadruplicato gli interventi con insetticidi non selettivi, con gravi conseguenze ambientali». Attualmente il controllo della cimice non è regolamentato: pertanto, dato l'elevato potenziale invasivo, al servizio fitosanitario regionale sono in fase di elaborazione le strategie di intervento per limitare i danni, in particolare su frutteti e ortaggi.
L’università invita i cittadini ad inviare segnalazioni di avvistamenti, specificando la zona, anche tramite foto scattate con i telefonini, agli indirizzi internet: lara.maistrello@unimore.it oppure mbariselli@regione.emilia-romagna.it.
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