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Spray urticante in classe: 11 in ospedale

Spray urticante in classe: 11 in ospedale

Maranello. Ragazzo delle medie sottrae la bomboletta dalla borsa del docente e la spruzza in aula. Tutti al pronto soccorso

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MARANELLO. Undici alunni, quasi tutte ragazze, al pronto soccorso con occhi lacrimanti e gola bruciante a causa di uno spray anti-aggressione. La bravata di un compagno ha decisamente movimentato la mattinata della prima C alle scuole secondarie di primo grado Galilei di Maranello. È successo verso mezzogiorno, al cambio dell’ora. La borsa del professore lasciata incustodita per un attimo e un alunno che fruga all'interno e trova una bomboletta spray. È un attimo, il gioco più divertente pare quello di spruzzarla in giro per la classe come fosse un deodorante. Ma non si trattava di deodorante, era invece una sostanza anti-aggressione. Il ragazzo non ha spruzzato ad altezza occhi e viso e forse pensava che in questo modo lo spray urticante all'interno della bomboletta causasse solo cattivo odore o magari costringesse ad aprire le finestre. E invece i compagni più vicini investiti dal contenuto della bomboletta hanno avuto un'immediata e violenta reazione: bruciore fortissimo agli occhi, lacrime, gola in fiamme, uno stato di malessere quale lo spray è in effetti tenuto a provocare, essendo concepito per questo. L'allarme è scattato subito, il professore si è accorto dell'accaduto e i ragazzi colpiti hanno subito fatto capire che stavano male. Undici studenti, accompagnati da alcuni docenti e da genitori convocati nel frattempo, si sono diretti al pronto soccorso di Sassuolo, dove hanno passato circa tre ore in attesa di essere visitati. Perchè l'effetto dello spray un po' alla volta si è attenuato fino a sparire, ma i sanitari hanno comunque ritenuto necessario un controllo generale degli studenti, che hanno atteso leggendo, chiacchierando, in un clima tutto sommato disteso. All'uscita, una famiglia alla volta, con foglio di dimissione in mano e la certezza di poter tornare a scuola il giorno dopo senza nessun effetto residuo, genitori e ragazzi hanno minimizzato l'accaduto: «È stata una bravata, si è risolto tutto per il meglio, i professori hanno collaborato, ci hanno aiutato e accompagnato qui», spiega una famiglia. «Non c'è nessuna conseguenza e stiamo già tornando a casa, si è trattato di una bravata di un compagno che ha avuto un risultato inatteso». «Ho sentito subito un bruciore fortissimo agli occhi, lacrimavano, non riuscivo a tenerli aperti, poi un bruciore fortissimo alla gola. Le cose sono migliorate mentre ci portavano al pronto soccorso e adesso non ho più nulla», racconta una delle ragazze. Non c'è stato bisogno di medicazioni né di medicinali. Resta la bravata, il gesto di frugare nella borsa del professore e di spruzzare il contenuto di una bomboletta senza conoscerne gli effetti. Ma la scuola e i protagonisti hanno già archiviato l'evento come una di quelle cose che capitano a scuola, magari nella scuola moderna un po' troppo spesso.

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