«Zanoli? L’ospedale fu controllato»
Il responsabile Ausl Lenzotti in uno spezzone andato in onda a “Chi l’ha visto?”
La Procura continua a scremare la lista dei possibili indagati per la morte di Primo Zanoli, il paziente 64enne scomparso nella notte del 30 dicembre 2011 e ritrovato una settimana fa, e aggiunge un nome importante alla lista. Intanto “Chi l’ha visto” ha ricostruito il caso terminando con una drammatica intervista alla vedova.
Mentre vengono compiuti accertamenti a tappeto dalla Squadra mobile della Questura, in Procura si cerca di stringere i tempi per inviare gli avvisi di garanzia che permetteranno di nominare gli avvocati di fiducia e i consulenti in vista dell’autopsia alla Medicina legale. «È un atto dovuto - ha spiegato ieri il procuratore capo Vito Zincani - gli avvisi di garanzia servono a permettere una difesa completa, non sono un atto di accusa». La rosa dei possibili indagati riguarda tutte le figure in qualche modo responsabili per il buco del secondo piano dal quale è cascato Zanoli finendo alla fine del cavedio, accanto alle Camere ardenti: dai dirigenti dell’Ausl di Modena dell’epoca fino a quelli che dovevano coordinare i lavori dentro all’ospedale, alle aziende appaltatrici dei lavori. Ma, ha spiegato Zincani, la Procura ha intenzione di verificare cosa prevedeva il progettista a proposito di questo canale di aerazione. Si allungano quindi di qualche giorno i tempi per gli avvisi di garanzia.
Intanto l’altra sera la trasmissione di Federica Sciarelli “Chi l’ha visto” ha trattato il caso Zanoli. Un ritorno, per il programma, dato che se ne era già occupato. E dagli spezzoni registrati 17 mesi fa emerge che sia una guardia giurata che lo stesso responsabile del Presidio unico e all'epoca anche responsabile dell'ospedale nuovo di Baggiovara Giorgio Lenzotti affermano che tutti i posti all’interno dell’ospedale erano stati controllati. Anzi, tutti gli spazi di servizio erano chiusi al pubblico. Al termine, la moglie di Zanoli, angosciata di fronte ai dubbi dell’Ausl sull’identità del corpo, ha detto che se fosse un altro paziente «l’ospedale sarebbe da chiudere subito. Anzi, da abbattere. Io stessa prenderei una tanica di benzina».
Carlo Gregori
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