Autisti costretti a correre per rispettare gli orari
Il piano di riorganizzazione non va, imposta una tabella di marcia da Formula 1 «In 20 minuti dalla Stazione Fs al Policlinico con traffico e fermate: impossibile»
Dalla stazione Fs di piazzale Dante al Policlinico in 20 minuti primi (13 nei festivi). Un percorso da coprire durante una normale giornata lavorativa a Modena, transitando nel traffico alla guida di un mezzo lungo 11 o anche 18 metri. E con l’“handicap” di doversi fermare a tutte le fermate, anche se nessun utente lo richiede.
Non è una prova di abilità per un gioco tv della serie “Italia’s got talent” o “Tu si que vales”, ma quanto sono chiamati a compiere quotidianamente gli autisti di Seta sulla linea 7. Impresa praticamente impossibile, e che certo non li diverte, visto la mole di traffico che quotidianamente solca le strade cittadine e, di fatto, l’assenza di corsie preferenziali. La conseguenza è facile da immaginare: la tabella di marcia non viene rispettata, gli utenti attendono anche delle mezzore il passaggio del mezzo, altro che una corsa ogni 10 minuti, per poi ricoprire di improperi il primo autista che arriva a tiro.
Eppure è quanto impone loro la tabella di marcia, frutto della riorganizzazione, partita a settembre, giudicata fallimentare. Per questo e altri problemi il disagio e il malumore sta covando e lo stato di agitazione sindacale potrebbe essere dietro l’angolo. A questo proposito gli stessi autisti ormai lavorano con l’ansia di riuscire ad avvicinarsi il più possibile al tempo di percorrenza richiesto dall’azienda, quindi sempre più spesso pedoni e ciclisti vengono affiancati da bus che sfrecciano a velocità sostenuta, perché guidati con il piede premuto sull’acceleratore.
Problemi, sia sul percorso urbano che extraurbano, che sono anche figli dei tagli e di riduzioni di personale e di risorse effettuati, con la pretesa di riuscire comunque a garantire un servizio efficiente. «La situazione è pesante e giorno dopo giorno il livello di esasperazione del personale aumenta - chiosa per tutti Giuseppe Rendace, segretario del sindacato Faisa Cisal - Questa mattina tanto per farle un esempio mi sono trovato ad ascoltare le giuste rimostranze delle mie colleghe, abbiamo 30 autisti donna su circa 400 autisti circa che sono indignate dal fatto di non poter più effettuare la sosta per la toilette al capolinea. Se già per un uomo trattenere per 4 ore le proprie esigenze fisiologiche può diventare un’impresa; per le signore può diventare molto dura».
E l’elenco della doglianze prosegue con una serie di altri esempi.
«Tornando alla tabella di marcia da rispettare, i ritardi e le corse saltate oramai sono quasi la norma. Il piano, varato a metà settembre, con benedizioni e ampie garanzie di successo date dallo stesso presidente e amministratore delegato Pietro Odorici, avrebbe dovuto risolvere i problemi. In realtà si tratta di tabelle impraticabili, e ora siamo messi peggio che prima. Altro esempio: per la linea 8, il turno festivo ora prevede una guida ininterrotta senza mai staccare di 6 ore e 30. E nonostante questo si accumula una media di ritardo di 40 minuti; perché ci viene chiesto di coprire in soli 25 minuti, con tanto di fermate, il percorso che da Stradello Romano va a via Panni. Praticamente impossibile. Ma a ben vedere ogni linea ha problemi di questo tipo»
E ancora: «è di pochi giorni fa la circolare che ci impone di arrestarci ad ogni fermata anche se a terra non c’è nessun utente che chiede di salire e a bordo nessuno chiede di scendere - aggiunge Rendace - C’è poi la problematica dei mezzi che al mattino escono seppur con guasti segnalati la sera precedente. Questo perché da quando la sala di controllo è stata spostata a Reggio, qui non c’è più il collega che ritira i cedolini che segnalano problemi tecnici, disponendo la messa in officina del mezzo. Così capita che all’indomani si esce con il mezzo che poche ore dopo si dovrà riportare al deposito per sostituirlo. Quindi saltano corse o aumentano i ritardi... ».
Un quadro allarmante, sul quale dovrebbe vigilare l’Agenzia della Mobilità, a tutela dell’utenza. Invece nulla. «E sanno bene come stanno le cose... Il personale è avvilito. In questi anni abbiamo fatto e stiamo facendo tanti sacrifici, ce ne vengono richiesti ogni giorno. Si lavora in condizioni spesso indecorose. E nessuno fa nulla per migliorare. A cominciare dai politici modenesi. A Reggio la politica è al fianco degli autisti, qui no e di giorno in giorno si peggiora».
Andrea Marini
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