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IL COLPO IN VIA Gazzadi

«Ci siamo svegliati: i banditi erano nella camera da letto»

«Ci siamo svegliati: i banditi erano nella camera da letto»

«È la terza volta che ci rubano in casa. Viviamo nel terrore. Questa volta poi è stata clamorosa: mia moglie si è trovata faccia a faccia col ladro che stava frugando nel comò della nostra camera da...

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«È la terza volta che ci rubano in casa. Viviamo nel terrore. Questa volta poi è stata clamorosa: mia moglie si è trovata faccia a faccia col ladro che stava frugando nel comò della nostra camera da letto. Pazzesco».

Antonio Fiorentino è ancora spaventato. Ieri mattina era con la moglie e stava sistemando la sua villetta dopo il “passaggio” del malviventi nel cuore della notte. Mostra un foro nel telaio della porta-finestre al pian terreno: «Ecco, con un trapano hanno fatto un buco e poi hanno infilato un ferretto, un gancio per girare la maniglia.

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Una volta aperta la porta-finestra uno è entrato e ha aperto all’altro il portone principale. Io e mia moglie eravamo a letto. Sia io che lei ci siamo svegliati improvvisamente perché abbiamo sentito un ticchettio, un rumore di monete che si urtavano. Ho pensato che mia moglie si fosse alzata per prendere una pastiglia, lo stesso ha pensato lei e infatti abbiano allungato una mano l’uno a cercare l’altro. Mia moglie allora si è alzata, ha acceso la luce e si è trovata davanti ad un uomo incappucciato che frugava nel comò. Abbiamo urlato e, mezzi nudi, siamo scesi per le scale, per vedere meglio cosa stesse succedendo. Al piano basso è apparso un altro bandito, sempre incappucciato, Non hanno detto una parola, Il primo, quello trovato in camera, ha come cercato di bloccare mia moglie, voleva forse perdere tempo. Se la sono svignata, Noi li abbiamo seguiti sin sulla porta e anche un po’ fuori e fortunatamente con ci hanno fatto niente. Per terra c’erano i “resti” della borsa di mia moglie e del mio borsello, ciò che avevano scartato, ovvero le carte, il bancomat, i documenti. Un po’ di soldi presi a me, un po’ a lei. Circa trecento euro».

«La polizia è arrivata subito, in pochissimo, poi sono corsi via. Dopo ho saputo che c’era stato uno speronamento. Con gli agenti poi abbiamo guardato intorno: c’erano dei cancelletti aperti nelle case vicine. Ci avevano provato, avevano perlustrato. In un cortile ad esempio è sparita una borsa con dei mandarini. Da noi hanno visto la tapparella non abbassata e hanno fatto il foro». (s.to)

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