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Il Consiglio fa il botto sull’ospedale Poi il Pd vota da solo

Il Consiglio fa il botto sull’ospedale Poi il Pd vota da solo

Castelfranco. Bagarre e forze dell’ordine, lavori sospesi Si riprende e la maggioranza va avanti in autonomia

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CASTELFRANCO. Un medico dell’ospedale Regina Margherita che si alza durante il consiglio comunale aperto e afferma che i dati forniti dalla maggioranza non sono veritieri, il presidente del consiglio che lo riprende aspramente gridando e la presenza delle forze dell’ordine che non ha certo allentato le tensioni. È accaduto giovedì sera in un clima di insurrezione popolare che ha portato alla sospensione dei lavori del civico consesso. In un gioco di rimpalli tra Pd e minoranza che si sono dati la colpa a vicenda sull'origine di questa non consona, ma prevedibile presa di posizione dei castelfranchesi, il giorno seguente in città si avvertono tutti gli strascichi della serata. La cronaca dei fatti presenta una sala dell'istituto Marconi gremita di cittadini di ogni fede politica animati da una certa preoccupazione per le sorti del nosocomio. Che qualcosa sarebbe successo si è capito sin dall'intervento del consigliere di Forza Italia Rosanna Righini che ha fatto un excursus sulla storia dell’ospedale e ha richiamato il Pd e le precedenti amministrazioni ad assumersi le proprie responsabilità per la situazione attuale. La gente, trascinata dall’onda emotiva, ha iniziato a rumoreggiare pesantemente, con qualche intervento a voce alta. La parola è passata al consigliere Cinque Stelle Silvia Petazzoni. Anch’essa ha ripercorso la storia del Regina Margherita puntando il dito su quanto le amministrazioni non hanno fatto, ricordando i «tradimenti» di passati sindaci storici della città. A questo punto il brusio in sala era più forte delle voci dei politici. A surriscaldare gli animi ci ha pensato il consigliere Pd Petrucci accusando la Lega Nord, e in particolare il capogruppo Cristina Girotti Zirotti, di aver «inscenato un teatrino ad arte quando si è tutti a conoscenza del fatto che il destino dell’ospedale è già segnato» e concludendo con quella che forse voleva essere una battuta riguardo a una mancanza di parcheggi per un bacino di utenza di oltre 70.000 persone. La frase ha scatenato i primi forti malumori che sono culminati con la presa di posizione del medico in seguito all’esposizione del consigliere Pd Nicoletta Natalini di dati riguardanti i reparti. Immediatamente il presidente del consiglio comunale Renzo Vincenzo ha preso il microfono e a gran voce ha iniziato a zittire il medico. Cristina Girotti Zirotti, venendo meno alle regole del consiglio, ha preso la parola chiedendo che il medico venisse ascoltato. Da qui la bagarre che ha portato Vincenzo a sospendere i lavori. Lavori peraltro ripresi in assenza delle opposizioni e continuati dal solo Pd che ha votato e deliberato per conto suo. Ieri le opposizioni compatte (Lega, Movimento Cinque Stelle, Lista Frazioni e Castelfranco e il solo consigliere Righini di Forza Italia) hanno ripreso la raccolta firme per fermare la conversione dell’ospedale. La maggioranza ha diramato una nota firmata dal consigliere Pd Matteo Benuzzi che ribadisce la linea d’azione del partito (ma non dovrebbe essere la linea d’azione della Giunta?) nei riguardi del Regina Margherita. Ha destato perplessità che il sindaco Stefano Reggianini sia rimasto spettatore; impassibile anche l’assessore alla sanità Nadia Manni. Non hanno preso la parola e evidentemente si sono affidati alle parole di Benuzzi del Pd.

Maria Vittoria Melchioni

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