Riaperta la storica mensa Ghirlandina
Completamente rinnovata da Auxilium, al taglio del nastro vescovo e sindaco. Luogo d’incontro e prezzi molto popolari
Ben più che un semplice punto di ristoro: un vero e proprio “luogo d’incontro” per tutto il centro storico. È questa, nella mente degli organizzatori, l’essenza della nuova “Mensa Ghirlandina”, il self service di via Leodoino restaurato dalla Fondazione Auxilium e inaugurato ieri mattina alla presenza delle autorità cittadine. Uno spazio completamente rinnovato e ammodernato, che punta ad accogliere studenti, impiegati, operai, persone con grave disagio sociale inviate dai Servizi Sociali e, perché no, turisti in visita al Duomo. Insomma, un «luogo al servizio della città», come l’ha definito il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, poco prima del taglio del nastro: «Mangiare insieme significa anche essere comunità. E dalla nostra comunità nessuno può essere lasciato fuori. Per questo ringrazio quanti - e penso anche a Portobelli, alla Caritas e a Porta Aperta - si prodigano per garantire dignità a tutti».
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E di necessità di «coltivare una cultura dell’incontro» parla anche il vescovo monsignor Antonio Lanfranchi: «Una realizzazione caratterizzata dalla volontà di servizio», che necessitava però di essere «adeguata ai tempi». Da qui, la ristrutturazione dei locali, corredati da un moderno impianto di climatizzazione e areazione, nuovi arredi e nuova cucina.
La mensa, dotata di duecento posti a sedere, garantisce fino a quattrocento pasti al giorno. Aperta dal lunedì al sabato dalle 12 alle 15, offre alla propria clientela pranzi completi a prezzi modici, «grazie all’organizzazione e alla logistiche e ad una politica oculata negli acquisti». Secondo Lorenzo Selmi, presidente della Fondazione Auxilium, il conto pagato dagli utenti - intorno ai 3 euro per un primo, altrettanti per un secondo - va a coprire praticamente solo i costi di gestione. Per gli studenti universitari - la mensa si trova a pochi passi dal complesso di Sant’Eufemia, dove trova sede anche il Dipartimento di studi linguistici e culturali - sono previste poi alcune convenzioni, con pranzi che vanno dai 4 ai 6,20 euro.
A testimonianza del suo porsi come «luogo d’incontro e di testimonianza» che trascenda il semplice punto di ristoro, la Mensa Ghirlandina ospiterà anche mostre, incontri e informazioni sulle attività di associazioni, movimenti e della Chiesa modenese. Il Self Service di via Leodoino rappresenta infatti l’unica mensa cattolica ancora aperta in città, delle tre originarie - le altre due erano situate in via Belle Arti e in via Rua Muro. La stessa “Ghirlandina”, nell’ultimo periodo, non se la passava bene, e il servizio procedeva di fatto a singhiozzo da oltre due anni. Per questo Selmi, che ha ereditato la gestione della Fondazione da don Eligio Venturelli, ha pensato ad un suo rilancio.
Marcello Radighieri
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