Scienziati e bimbi in aula: «Così si aiutano i malati»
Fiorano. I ricercatori del San Raffaele hanno incontrato gli alunni delle Menotti dopo la donazione fatta dalla classe VB in solidarietà al loro compagno diabetico
FIORANO. «Chi ha il diabete può giocare a calcio?». La domanda è stata rivolta da un alunno della “Ciro Menotti” di Spezzano all’endocrinologo Lorenzo Piemonti, vice primario di ricerca dell’istituto San Raffaele di Milano. La scuola elementare ha ospitato il dottore e la sua squadra in una mattinata di confronto sul tema del diabete infantile. I maestri d’eccezione sono giunti “su richiesta”. Tutto è nato da una donazione fatta dai bambini della V B all’istituto. Il motivo? Semplice e profondo allo stesso tempo, come sono in genere le “molle” che partono dai più piccoli. Una lettera indirizzata all’istituto in cui si raccontava l’esperienza di un bambino che soffre di diabete. Dalla sensibilità alla solidarietà il passaggio è stato breve. I bambini hanno deciso di donare i soldi destinati alle bomboniere per le maestre dopo le loro prime comunioni per un’offerta al gruppo di ricerca. «La ricerca è una staffetta - ha spiegato il dottor Piemonti - non si riparte sempre da zero, ma ci passiamo il testimone. In squadra si va avanti meglio: dieci cervelli messi insieme fanno cento». «Come si fa a diventare scienziati?», hanno chiesto i bambini, avidi di sapere. «Quanto tempo occorre studiare?». «Tutta la vita», ha risposto l’endocrinologo, suscitando un «nooo» dei bambini. «Come si fa a guarire dal diabete?», hanno domandato ancora. «Non lo sappiamo ancora, dobbiamo trovare cosa lo causa. Ci stiamo lavorando su». Gli alunni hanno assistito a un video sull’importanza della scienza e le domande non sono mancate. I più grandi hanno posto quesiti sulla fuga dei cervelli («il problema sono le strutture che mancano»), i costi dell’attività di ricerca («una cifra a sei zeri») al dottore e allo staff, formato da Elisa Cantarelli, Antonio Citro, Silvia Pellegrini e Valeria Sordi. I protagonisti sono stati i più piccoli. «Il San Raffaele ha mai vinto un Nobel?», ha chiesto un alunno. «No, ma quest’anno abbiamo un candidato: il professor Naldini - ha risposto Piemonti - che ha salvato sei bambini inserendo geni per evitare la soppressione del sistema immunitario». Venerdì prossimo sarà la giornata mondiale del diabete e l’equipe ha consigliato di partire dalla buona alimentazione per combattere il diabete di tipo due: «Non ingrassate, fate attività fisica, mangiate in modo corretto». Alla fine i bambini hanno consegnato braccialetti fatti apposta per i ricercatori. La squadra è tornata a Milano non prima di aver assaggiato le tigelle e aver ricevuto in dono prodotti tipici del territorio. «Le vostre domande ci hanno fatto bene - ha detto l’endocrinologo - noi scienziati siamo come bambini. Incontri così servono tantissimo».
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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