«Caos pronto soccorso per ore in spazi angusti»
Ieri ennesimo episodio: anziana in attesa di un letto dalla mattina al pomeriggio Il comitato “Salviamo l’ospedale”: «Faremo valere le cinquemila firme raccolte»
PAVULLO. Eccessivo affollamento nelle sale d’attesa troppo piccole, parcheggi scomodi, tempi d’attesa biblici al pronto soccorso e cinquemila firme per salvare l’ospedale ancora nel cassetto che gridano giustizia. Questi alcuni dei temi sottolineati dai tanti cittadini riguardo al pronto soccorso dell’ospedale: problemi che si trascinano da tempo e che anche ieri hanno sollevato malcontento. «Ho chiamato l’ambulanza ieri mattina, intorno alle 8.30 perché mia madre di 87 anni, al risveglio non rispondeva agli stimoli - spiega Maria Gabriella Manaia, residente in via Tassoni - Una volta arrivati in ospedale, mia madre, il cui problema principale è quello della deambulazione, è rimasta per oltre sei ore in attesa di un posto letto, che si è liberato soltanto a metà pomeriggio nel reparto Medicina Acuti. Inoltre, quando mia mamma è stata messa a letto, io ho dovuto rimanere nel vano scala del reparto, nonostante lavori come infermiera nello stesso ospedale nell’area omogenea». Le criticità del pronto soccorso e, più in generale, dell’ospedale, saranno al centro di un incontro promosso da Pavullo 95 lunedì, mentre il consigliere comunale Pdl Nino Fraulini, referente del comitato Salviamo l’ospedale di Pavullo, ricorda le «oltre 5mila firme presentate a sostegno del nostro ospedale - spiega Fraulini - Il 2015 sarà l’anno del nuovo Piano Attuativo Locale e speriamo di poterlo modificare per risolvere i problemi che affliggono il nosocomio. Nonostante sia stata inserita la frase che ricorda come l’ospedale di Pavullo sia essenziale per la montagna, è sottinteso che verrà depotenziato a ridotto a poliambulatorio. Noi continuiamo a ribellarci e si spera che, cambiando i vertici in Regione, si possa cambiare anche la nostra situazione. Per quanto riguarda il pronto soccorso è difficile immaginarlo peggio di così: affollamento eccessivo in una sala d’attesa troppo piccola, parcheggi scomodi e tempi d’attesa biblici, non per colpa del personale. Un quadro che va cambiato».
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