Il romanzo-verità che racconta la nuova ’ndrangheta
Centinaia di persone e tanti giovani ad ascoltare Tizian il giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulle mafie
Modena ancora un volta è vicina a Giovanni Tizian, il cronista dell'Espresso che vive sotto scorta dal dicembre 2011 a causa di inchieste sulla 'ndrangheta apparse sulla Gazzetta negli anni scorsi.
Lo ha dimostrato anche ieri, alla Feltrinelli, alla presentazione dell'ultimo libro di Tizian, “Clan degli Invisibili” pubblicato come il precedente “La nostra guerra non è mai finita” da Mondadori (pp. 180, euro 17).
All'incontro nella libreria di via Cesare Battisti infatti hanno partecipato centinaia di persone di cui tantissimi giovani che anche fisicamente si sono stretti intorno al giornalista-scrittore ad ascoltare le terribili sciagure che la malavita organizzata causa all'Italia e all'Emilia in particolare.
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Il romanzo uscito in libreria pochi giorni fa del resto si presta, forse meglio dei precedenti saggi, alla lettura di un pubblico generico desideroso di comprendere come sia possibile che criminali calabresi e campani in particolare si siano trasferiti dai loro luoghi di origine sotto la Ghirlandina, o a Reggio, Bologna e Parma. Facendo da qui affari in tutto il mondo.
«Nel libro - spiega Giovanni Tizian - ho dato ai personaggi nomi di fantasia, ma sono pressoché tutti reali, tratti dalle numerose inchieste di cui mi sono occupato e dalle carte che ho letto in questi anni. Si parla di magistrati, ministri, politici, investigatori corrotti da questo potere. Ho intitolato il libro con il termine “invisibili” perché mi è venuto in mente come alcuni pentiti a un certo punti parlino di un livello di collusione molto elevato da parte degli 'ndranghetisti con la politica e la società civile».
«Persone che magari sono state condannate per concorso esterno in associazione mafiosa, ma che i pentiti assicurano essere assolutamente degli affiliati», ha aggiunto.
Il pubblico ha fatto numerose domande, dopo avere ascoltato in silenzio storie che paiono lontanissime e invece si sono svolte nelle nostre fabbriche, nei nostri cantieri o consigli comunali.
Tante anche le domande rivolte a Giovanni dal presentatore della serata, a cui ha partecipato tra il pubblico anche il sindaco Muzzarelli, Federico Lacche di Radio Città del Capo di Bologna. In questo caso Tizian appunto ha scelto di utilizzare la forma del romanzo: «Mi sono divertito molto di più a scriverlo - spiega - ed è stato un esperimento tanto più che la storia che leggerete ha un finale aperto. Il romanzo mi ha permesso di unire tanti fili tratti dalle inchieste, cosa che negli articoli, nei saggio o nelle interviste non posso fare».
E allora arriviamo alla trama, piena di colpi di scena che non riveleremo, di un'opera letteraria che è a metà tra il romanzo poliziesco e il noir. Protagonisti sono due giornalisti, Libero e Luigi, che scrivono per il quotidiano di Bologna “Mezzogiorno del nord” anche se la vicenda si sviluppa tra Reggio Calabria, Bologna, New York, Londra e Marsiglia.
«Per troppi anni al nord - conclude Tizian - il negazionismo della mafia ha salvato i mafiosi, ora la situazione qui da noi un po' migliorata. Ricordo che anni fa Graziano Del Rio insieme ad altri candidati sindaci andarono a Cutro, in Calabria, in occasione di campagne elettoriali».
Libro importante dunque, nel quale appaiono anche tante passioni personali del cronista, dal buon vino alla cucina fino alla canzoni di De Andre' e Guccini.
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