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Incenerimento libero Cispadana d’imperio e trivelle senza limiti

Incenerimento libero Cispadana d’imperio e trivelle senza limiti

Il provvedimento blindato dal governo “zittisce” i partiti L’impianto di via Cavazza acceso sempre a tutta potenza

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Lo “Sblocca Italia” è cosa fatta a suon di fiducia. Il governo ha infatti visto approvare il provvedimento blindandolo e negando qualsiasi emendamento migliorativo a tutti i gruppi parlamentari, costretti ad approvarlo o bocciarlo senza aver portato un contributo fattivo in Aula. E così anche per Modena si preparano alcune potenziali rivoluzioni autorizzate dalla legge.

INCENERITORE

Passa il fatidico articolo 35 che dichiara gli inceneritori “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” e che di fatto consente ai gestori di poter bruciare anche rifiuti provenienti da altre regioni. Si autorizza inoltre la possibilità di far funzionare gli impianti alla massima capacità termica nominale che, in termini quantitativi, è equivalente, per la sola attuale quarta linea modenese, a una quantità tra le 198.400 e le 268mila tonnellate. Nel caso di Modena pesa l’estensione già concessa nell’ultima modifica dell’autorizzazione integrata ambientale soggetta al ricorso al Tar e quindi Hera potrebbero avere un gioco più agevole: tutto da valutare è se l’incremento della quantità oltre le 240mila tonnellate o una estensione del territorio andranno poi almeno assoggettate a verifica di Via, benchè quest’ultimo aspetto sia stato implicitamente negato nella ultima Aia.

Ma anche in Regione c’è chi storce il naso, ipotizzando un nuovo incremento di business e afflusso di rifiuti. «Ho avuto un incontro molto fattivo con alcuni Comuni dell'Emilia Romagna e di altre Regioni - ha detto pochi giorni fa il ministro dell’Ambiente, Galletti - Apriremo un tavolo tecnico con l'Anci per vedere se ci sono delle proposte che vengono da questi Comuni che ci permettono di raggiungere l'obiettivo primario che è quello di riuscire a gestire il problema rifiuti in tutta Italia anche con il contributo degli inceneritori che già esistono e che non vanno a pieno regime».

ACQUA PUBBLICA

Si modifica la disciplina riguardante la gestione del bene acqua, imponendo un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, di fatto, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.

TRIVELLAZIONI

Novantadue richieste di coltivazioni in terra e 50 permessi di ricerca in mare: ecco i progetti in attesa in Emilia Romagna. Lo “Sblocca Italia” concede al ministero dell’Ambiente ogni tipo di decisione sulle concessioni che possono arrivare fino a 30 anni e allungarsi poi di altri 20. Le Regioni potranno fare solo osservazioni, ma decade il principio dell’eventuale diniego vincolante.

DEPOSITO GAS RIVARA

Vale lo stesso discorso fatto per le trivellazioni: sarà solo il ministero dell’Ambiente a decidere, assoggettato all’interesse strategico nazionale. Ecco perché la vertenza sul maxi-stoccaggio gas non è ancora del tutto chiuso e anzi, oltre ai tre ricorsi al Tar della società inglese che vuole il progetto, pende anche l’impugnativa alla Via iniziale, sottoscritta da tre attivisti grillini e che potrebbe risultare decisiva nella conclusione della battaglia della Bassa. «Il Pd sostiene che lo stoccaggio non si farà - dice il deputato Vittorio Ferraresi - ma io ho diverse perplessità. Vorrei capire e su questo stiamo verificando se il progetto rientri in un articolo dello Sblocca Italia piuttosto che in un altro. Fatto sta che resto perplesso sul potere di diniego della Regione su cui, a oggi, si fonda lo stop al maxi-stoccaggio. Attendo i regolamenti attuativi perché quelli vecchi non hanno più ragione di esistere dopo la rivoluzione imposta dal Governo-Renzi».

CISPADANA

È il fronte caldissimo: lo Stato subentrerà nei rapporti con il concessionario che realizzerà la Cispadana, considerata opera strategica. «Lo Stato, quindi - aveva spiegato il deputato Pd Davide Baruffi - conferma il suo impegno per la realizzazione di un’opera che l’Emilia e l'Area Nord stanno aspettando ormai da troppi anni. Sono strumentali le affermazioni di chi parla di un disimpegno da parte del Governo». Lo Stato però non sborserà neppure un euro e si è affrettato a ribadirlo tanto che in molti sostengono come il mancato rinnovo della concessione ad Autobrennero dell’A22 rischierebbe di far saltare l’impalcatura economica dell’intera autostrada Cispadana.

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