La Giannini nel Luosi terremotato
La titolare dell’Istruzione: «Bisogna migliorare la conoscenza delle lingue»
MIRANDOLA. Il ministro all’Istruzione, Stefania Giannini, è stata l’ospite d’onore all’istituto Luosi per la conferenza “La buona scuola: il Miur ascolta il territorio”, che ha visto la partecipazione di diverse autorità locali, tra cui il sindaco Maino Benatti, il prefetto Michele di Bari, il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Stefano Versari ed il vicesindaco di Modena Gianpietro Cavazza.
L’incontro, avvenuto in un’Aula Magna gremita da studenti, genitori e docenti, ha avuto come obiettivo quello di presentare ai ragazzi del triennio i temi chiave della riforma proposta dal Governo, ma soprattutto quello di accogliere i suggerimenti da chi il mondo della scuola lo vive quotidianamente. Occorre premettere che il Luosi rappresenta un modello di scuola all’avanguardia sul territorio, con una spiccata attenzione per l’internazionalizzazione e per i rapporti con il mondo del lavoro, specialmente grazie alla partnership che si attiverà con il nuovo tecnopolo.
Il ministro, infatti, esordisce elogiando il modello emiliano, dove la cosiddetta “formazione per competenze” (che ha l'obiettivo di mettere in contatto la scuola con il mondo del lavoro) sta progressivamente prendendo piede. I problemi però sono ancora molti: la qualità dell’insegnamento delle lingue straniere, il difficile rapporto scuola-lavoro, l’esclusione dei genitori dalla governance degli istituti scolastici, la crescente presenza di alunni stranieri che faticano ad integrarsi a causa della lingua ed una formazione che viene ancora percepita come eccessivamente teorica, anche negli istituti professionali.
«Il nostro obiettivo è quello di uniformare verso l’alto il livello dell'istruzione al fine di non creare discriminazioni ed una formazione elitaria - ha risposto il ministro, sollecitata dagli studenti su questi temi - Certamente si tratta di un compito piuttosto arduo da realizzare sull’intero territorio nazionale, che presenta contesti nei quali sussistono condizioni socio-politiche profondamente differenti. Occorre inoltre lasciare ad ogni istituto un margine di discrezionalità ed autonomia, in modo tale che il dirigente scolastico possa prendere una decisione in tempi brevi e scavalcando i vincoli della burocrazia. La scarsa internazionalizzazione è un problema al quale vogliamo ovviare ricorrendo a strumenti come l'Erasmus +, ma anche certificati di lingua come il Toefl e lo Ielts possono aprire numerose porte. La formazione per competenze sul modello tedesco, infine, è un tema sul quale sono pronta a discutere, a patto che anche il mondo imprenditoriale si assuma le proprie responsabilità».
Giovanni Vassallo
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