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La Resistenza sullo smartphone

La Resistenza sullo smartphone

Ecco la App che permette di riscoprire in città i luoghi della storia

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E' stata presentata la nuova applicazione, che permette, una volta scaricata sul proprio smartphone o tablet, di conoscere da vicino tutti i luoghi che hanno caratterizzato il periodo della Seconda Guerra Mondiale e delle Resistenza a Modena. L'applicazione è stata curata dall'Istituto storico della Resistenza, nell'ambito di un progetto che sta coinvolgendo tutte le città dell'Emilia-Romagna e la rete degli istituti storici.

Scaricare Resistenza mAPP è facile e veloce, da Google Play per i sistemi Android e da Apple store per iOS. L'applicazione può essere rintracciata e istallata sul proprio dispositivo, mentre a partire dal 10 novembre i contenuti dell'app sui luoghi modenesi saranno disponibili anche su internet all'indirizzo www.resistenzamappe.it.

Una volta istallata e attraverso un sistema di gelocalizzazione, l’utente potrà iniziare a visitare i luoghi della memoria seguendo i percorsi tematici indicati in giro per la città. Per ogni luogo gli utenti potranno rivivere momenti fondamentali di settant'anni fa, approfondire le gesta di uomini e donne che hanno agito in clandestinità, ma anche capire come si viveva durante l'occupazione nazifascista, come i cittadini si difendevano dai bombardamenti e molto altro. E allora, seguendo uno dei tanti percorsi tematici, si potrà scoprire che nel retrobottega del negozio di ottico di Arturo Anderlini si decise, grazie ad una rete di solidarietà antifascista, la salvezza di decine di prigionieri alleati. Ma ancora, se si sceglie il percorso sui luoghi del fascismo e della clandestinità, si potrà scoprire che un ufficio dell'istituto di Chimica generale, in largo Sant'Eufemia, era un luogo nel quale si riuniva clandestinamente il Comitato di liberazione nazionale della Provincia di Modena. Oppure che in un appartamento all'angolo tra via San Vincenzo e via Cittadella, il giovane partigiano Emilio Po (ucciso dai fascisti il 10 novembre di settant'anni fa), preparava ordigni da utilizzare negli attentati dei Gap, i gruppi di azione patriottica.

Beatrice Ferrari

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