Gazzetta di Modena

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LA LETTERA

Portile, clima teso non per colpa del parroco

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A proposito dell'articolo apparso ieri sul vostro e su altri quotidiani locali la sottoscritta, anche a nome di tanti altri parrocchiani di Portile, sente l'obbligo di intervenire sulla questione. Sarebbe più esatto dire non "Parrocchia in subbuglio", ma "Qualcuno è in subbuglio" e cerca pretestuosamente di mettere in cattiva luce parrocchiani e Parroco. Giusto e doveroso quindi offrire ai lettori un'immagine del nostro paese ben diversa da quella che qualcuno vorrebbe far credere che sia.

Ci sentiamo offesi come cittadini e come parrocchiani che qualcuno, ovviamente sempre coperto dall'anonimato, si permetta sul paese e sul suo Parroco considerazioni ed epiteti ingiuriosi ed infamanti: a che pro? Per affermare il proprio delirio di onnipotenza? Dove sono dialogo, confronto, rispetto, tolleranza, amore per il prossimo…quei valori cristiani che a parole tutti dicono di praticare? Portile è ancora un paese tranquillo e piacevolmente vivibile, o almeno questo era il clima fino ad alcuni mesi fa e se ora il clima è più teso, certamente non lo è per "colpa" del suo parroco don Fernando, che anzi dalla stragrande maggioranza dei Portilesi è stimato e amato.

La parrocchia non è "vuota" come si vorrebbe far credere; le attività e le iniziative sono tante e ben funzionanti: attività per gli anziani, centri estivi per i ragazzi delle elementari, attività caritative di vario genere, pranzi e cene per i vari gruppi sempre partecipati e apprezzati, attività di Oratorio, supporti linguistici per stranieri…tutto ciò che tante altre parrocchie fanno, niente di meno e niente di più. Se qualcuno si è allontanato dalla Parrocchia perché in disaccordo col Parroco, altrettanti e più altri ne hanno preso il posto, pronti a collaborare per dare una mano. Che dire delle attività formative e spirituali? Alla Messa domenicale delle 9.30 i gruppi di catechismo e le rispettive catechiste sono in bell'ordine nei primi banchi. Può capitare che una qualche volta ci siano degli assenti, ma non è certamente la regola e comunque credo che questo sia fisiologico ovunque. Quanto al Parroco, bisogna chiedersi cosa si vuole o si pretende da lui. È sempre presente, officia con molta competenza i riti sacri, ha introdotto la recita di Salmi e Lodi, la Chiesa è sempre aperta per chi voglia individualmente pregare, ha introdotto la recita del S. Rosario ogni martedì mattina con la presenza regolare di un responsabile. Battesimi, Funerali, Matrimoni sono preparati e curati, partecipa fattivamente a tutte le iniziative, ha attenzione per le ricorrenze personali di noi parrocchiani, aiuta e cerca di ascoltare soprattutto chi è più debole o in difficoltà, tiene buoni e collaborativi rapporti con le parrocchie del nostro Vicariato…

Che dire di più? Cosa si vuole di più da lui? È spesso di corsa, lo vediamo tutti, ma sono davvero tante le sue altre incombenze, quindi lo giustifichiamo. Certamente non ritarda la Messa di proposito per aspettare gli ultimi arrivati: è un po’ ridicola questa osservazione! Parroco perfetto allora? No di certo, come però nessuno è perfetto. Infine parliamo pure della scuola materna. I bambini frequentano e sono sereni e contenti, sia quando vanno che quando tornano, le Suore e le Maestre, titolate e competenti, collaborano tra loro e sono in armonia. Nessuno ha la minima intenzione di sostituire le Suore con personale diverso.

E dunque? Che origine hanno critiche e lamentele minimamente chiarite? Si abbia il coraggio del confronto schietto e costruttivo, altrimenti è pura calunnia, quello che il nostro comune Papa Francesco chiama "il terrorismo delle chiacchiere!" e suggerisce "Cacciatelo via! Ci sia fraternità! E se tu hai qualcosa contro il fratello, glielo dici in faccia…" (dalla Conferenza italiana degli ordini religiosi). È una richiesta e un suggerimento per tutti. Angela Pini (anche a nome di tanti parrocchiani di Portile)

Angela Pini

(anche a nome di tanti

parrocchiani di Portile)

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