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Tagli killer agli enti locali: un doppio dossier a Delrio

di Gabriele Farina
Tagli killer agli enti locali: un doppio dossier a Delrio

Il braccio destro di Renzi: «La Provincia dovrà trasferire almeno 250 dipendenti I soldi per le nuove competenze bastano, non lasceremo soli i territorio virtuosi»

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BOMPORTO. «Lavoriamo con i sindaci per rendere sostenibili i tagli alle Province». Così il sottosegretario Graziano Delrio sintetizza l’incontro di ieri mattina a Bomporto. Tra i banchi della nuova elementare Marco Polo siedono diversi politici del nostro territorio: dal presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli, a numerosi sindaci, dai parlamentari Pd Stefano Vaccari e Davide Baruffi al presidente dell’Assemblea legislativa regionale Palma Costi. Il primo punto è il dossier sui tagli, consegnato a Delrio da Muzzarelli. Alcuni dati sono indicativi, come i 23 milioni di euro che l’ente dovrà versare allo Stato, con una previsione di sbilancio corrente di 10,5 milioni. Nel 2017 le cifre saranno rispettivamente 41 milioni e 28,5 milioni.

«Mantenendo lo stesso personale e la stessa organizzazione il taglio non è sostenibile - ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio - è evidente. Perciò non lasceremo soli i sindaci nella presa in carico delle Province. Li aiuteremo a fare una grande mobilità di personale, bloccando il turnover in tutte le amministrazioni. Non vogliamo lasciare a casa nessun dipendente: assorbiremo i lavoratori in esubero rispetto alle funzioni, perché la legge 56 (la Delrio, ndr) dice che le Province devono occuparsi di strade e scuole». Per l’ex sindaco di Reggio ogni Provincia deve diventare «un’agenzia a servizio dei Comuni», ben più leggera dell’attuale.

«Una Provincia come Modena - ha ripreso Delrio - deve dimezzare i 500 dipendenti che ha. Li dobbiamo aiutare a diffondersi nelle amministrazioni comunali, regionali e statali. Il percorso è sostenibile a patto di accompagnarle nel percorso di riorganizzazione degli immobili, del personale, dei debiti e dei mutui. Lavorando con le Regioni, per le funzioni che la legge attribuisce i soldi alle Province sono sufficienti».

Soddisfatti i politici modenesi. Il lavoro non manca, a partire dai 55 dipendenti del Fermi di cui dovrà essere completato il trasferimento allo Stato, con un risparmio stimato intorno ai due milioni di euro. «Abbiamo intanto ottenuto che non saremo lasciati soli - ha spiegato Muzzarelli, pronto a dare battaglia in assenza di risultati - era il messaggio che volevamo. Local tax? D’accordo se serve a ricomporre le tasse. Essere gabellieri dello Stato è però incomprensibile e inammissibile. Dobbiamo controllare nel merito, nero su bianco, sia per gli emendamenti dei parlamentari sia per il terremoto sia per le Province». Già, perché ieri i sindaci delle aree colpite dal sisma e dall’alluvione hanno presentato un secondo dossier a Delrio. Tra le richieste, un altro miliardo di euro per finire la ricostruzione delle opere pubbliche e l’esclusione da patto di stabilità e spending review per i Comuni interessati. Ancora, indennizzi assicurativi liberi dal patto di stabilità, proroga dei mutui della Cassa depositi e prestiti almeno per il 2015, termine per cui prorogare anche la gestione associata dei Comuni sotto i 5mila abitanti. Ripresi la fiscalità di vantaggio, una legge quadro sulle calamità naturali, un fondo-sicurezza per il dissesto idrogeologico. Infine, “no secco” all’impianto di stoccaggio gas a Rivara. «Aspettiamo il testo della legge di Stabilità - ha detto il sindaco di Bomporto, Alberto Borghi - chiediamo la zona franca urbana o il “de minimis” come già altrove: misure circoscritte per rilanciare il commercio. La proroga delle imposte non aiuta. C’è l’ipotesi di pacchetti di rateizzazione, già c'è un accordo con Bper. Non ci tiriamo indietro».

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