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Vive in alloggi Ers con la Porsche

Subisce un “processo” mediatico su facebook, poi l’accusa svanisce

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SAN FELICE. Un “post” lanciato su facebook ha scatenato in settimananon poche polemiche a San Felice.

Polemiche sulla notizia che era stata rilanciata e polemiche sull’utilizzo di questo moderno e abusatissimo strumento di comunicazione. Il lancio per di più è partito da un utente di facebook che utilizza una sorta di pseudonimo, circostanza anche questa diventata oggetto di discussione.

Dunque: l’autore non identificabile lancia un post e una foto, con la quale denuncia che a San Felice, in alloggi finanziati anche con soldi pubblici per calmierare il canone, c’è uno dei residenti che però può permettersi una Porsche Caienne, per di più di un modello particolare e costoso.

Sulle prime partono così i commenti di indignazione, nei quali non si va troppo per il sottile, distinguendo ad esempio le case popolari con quelle Ers, per quanto anche a questo secondo tipo di edilizia la pubblica amministrazione riservi attenzioni e contributi.

Poi però ecco apparire commenti di tenore diverso, in difesa del giovane artigiano che possiede l’auto. Commenti del tipo: prima di scrivere certe cose bisogna informarsi... E ad un certo punto ecco apparire il commento del diretto interessato: «Chi sei?», domanda senza troppe curve. L’indomani il post scompare, con tanto di giustificazione sul valore morale dell’iniziativa originaria e sul fatto che comunque la persona in questione, l’artigiano, non era così identificabile. Seguono altri commenti, nessuno più così scandalistico sulla presunta incongruenza tra il possesso di una Porsche e la residenza in un alloggio di edilizia residenziale sociale, alloggio peraltro nuovo e ampiamente pubblicizzato in occasione dell’inaugurazione. Finchè, all’improvviso, da facebook scompare anche il profilo dell’anonimo utente autore di una denuncia che si è rivelata evidentemente un problema.

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