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Controlli e diritti dei contribuenti

Controlli e diritti dei contribuenti

Esistono molte condizioni che possono annullare l’accertamento. Le tutele dello Statuto specifico

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La rubrica di oggi si occupa del problema dei controlli fiscali e dei diritti del contribuente in questa materia.

Se quello che ci aspetta sarà con ogni probabilità l'autunno più critico dal punto di vista dei pagamenti fiscali, a rendere il tutto ancora più amaro ci sarà da fare i conti anche con la concreta possibilità di incappare in verifiche fiscali.

Un'eventualità a cui è bene non arrivare impreparati. Anche per questo l'Agenzia delle Entrate ha emanato nei giorni scorsi una circolare che spiega tutte le modalità attraverso cui Guardia di Finanza e istituzioni contabili svolgeranno le verifiche ai fini di contrastare l'evasione.

Tutto questo anche in ragione del fatto che il 31 dicembre prossimo è in programma la decadenza dei poteri di accertamento fino al 2009. Esistono diverse condizioni e requisiti che possono portare all'annullamento della verifica condotta nei confronti di un cittadino o di una partita Iva, a cominciare dall'articolo 12 dello Statuto del contribuente.

L'articolo 12 della carta, al comma 2, che tutela i diritti del contribuente, prevede che quando parte l'accertamento il diretto interessato abbia tutte le facoltà di conoscere i motivi che l'hanno posto in essere, oltre alla possibilità di richiedere l'assistenza di un professionista. È obbligatorio, poi, che a regola di verbale venga spiegato se il controllo è sorto per libera iniziativa degli organi vigilanti oppure per sollecito da altro organo esterno.

Al comma 4 dello Statuto, poi, si stabilisce che eventuali appunti mossi dal contribuente sottoposto a verifica o dal professionista che lo assiste, vadano inserite nella carta che certifica l'avvenuto controllo e il suo esito. Attraverso questa modalità, insomma, si apre la strada a un possibile contenzioso che potrebbe vedere protagonisti l'Erario e il contribuente con materia l'accertamento fiscale che i è trovato a subire.

Non va dimenticato, in proposito, che, laddove venga in qualche modo violato il diritto al contraddittorio, l'accertamento sia da considerarsi nullo: questa è la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che ha ripreso la linea della Corte di giustizia Ue. Dello stesso tenore è la pronuncia della Suprema Corte sulla garanzia del contraddittorio in anticipo: non può prescindere dalla presentazione dei verbali giornalieri dell'avanzamento della verifica.

Altro criterio per chiedere l'inammissibilità dell'accertamento è quello che richiede il venir meno di uno dei principi che assicurano il regolare svolgimento del contraddittorio ai fini della messa in discussione del procedimento. Spetta comunque al contribuente, con l'aiuto di un professionista, mettere in luce eventuali mancanze dell'autorità che ha svolto la verifica.

Giorgio Guandalini

dottore commercialista

revisore contabile

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