Banditi svuotano oreficeria terremotata
San Felice. Colpo all’alba da Bozzoli, nella galleria di “Ricommerciamo”. Ad agire quattro uomini, danno da 50mila euro
SAN FELICE. La banda di ladri che ormai da mesi sta martoriando San Felice ha svaligiato ieri notte la storica oreficeria Bozzoli, portandosi via orologi e preziosi per un danno complessivo di circa cinquantamila euro, anche se il bottino non è ancora quantificato. Il colpo è avvenuto alle 5, in un paio di minuti, nel bel mezzo del nuovo centro di San Felice, tra nuovo municipio, nuova chiesa, nuovo teatro. Nel bel mezzo di Ricommerciamo, la galleria che ha raccolto tutti i negozi terremotati del centro storico, per poter dare loro un’opportunità e ripartire. E invece, a dispetto delle telecamere e dei sistemi di allarme che hanno comunque immortalato tutta l’azione, la banda ha messo a segno un colpo quasi sfacciato. Una sfida all’intera comunità sanfeliciana, per l’unica professione che sembra essere certamente redditizia e pressochè sicura di questi tempi: quella del ladro. Per di più l’ oreficeria appartiene ad una famiglia conosciuta, stimata e impegnata. Paolo Bozzoli, il titolare, è stato a lungo consigliere comunale e anche capogruppo del Pd.
Ieri dalla stessa direzione di Ricommerciamo, dai tanti colleghi della galleria, inclusi il segretario provinciale della Lega Nord, Riad Ghelfi, titolare di una vicina macelleria, e Umberto di Proposte, referente dell’associazione dei commercianti di San Felice, sono arrivate parole di solidarietà per i Bozzoli e di sdegno per quanto accaduto.
L’azione ripresa dalle telecamere è stata fulminea. La banda - quattro persone, piuttosto robuste e con i volti parzialmente travisati - effettua un primo sopralluogo poco dopo le 4. Parcheggiano nel piazzale davanti al municipio ed entrano a piedi, camminando. Verificano il bisogno, ovvero cosa serve per spaccare la vetrata antisfondamento. Torneranno un’ora dopo, poco dopo le cinque. Sono sempre in quattro, effettuano un secondo sopralluogo ed evidentemente si disinteressano della donna delle pulizie, che è nei pressi. Uno si va a piazzare in auto, in attesa degli altri tre che tornano con una filetta di cemento armato, lunga un metro, con piccone e martello. E con la filetta di cemento colpiscono il primo vetro nei quattro spigoli, in modo da farlo cedere. Quattro botte con il martello e il piccone e il vetro, forzatamente sganciato, cade. Si infilano in vetrina, razziano orologi Sector e preziosi morellati da due vetrinette, forzano la porta tra la vetrina e il negozio e svuotano un’altra vetrina. Il tutto in nemmeno due minuti di tempo. Poi tornano verso la chiesa, dove il complice li attende in auto. E se ne tornano a casa, a vite apparentemente normali. Passano cinque minuti e arriva la guardia dell’istituto di vigilanza e poco dopo anche i proprietari, ma ormai c’è solo da prendere atto. In mattinata si sparge subito la voce, anche quella che due della banda sono stati “presi”. Per ora solo chiacchiere. Di certo c’è che questo gruppetto ormai noto ha “adottato” San Felice e i suoi negozi, e non passa notte che non commetta un furto. (ase)
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