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Carcere, aumentano i casi di autolesionismo

Carcere, aumentano i casi di autolesionismo

Il sindacato di Polizia penitenziaria: l’emergenza non è superata. Da gennaio a giugno a Modena registrati 89 casi

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Ogni giorno nelle carceri dell'Emilia-Romagna tre detenuti si lesionano il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo ed altri danno vita a colluttazioni. Ogni settimana, invece, un ristretto tenta il suicidio in cella. Da ganneio a giugno 2014, Bologna, Piacenza e Modena sono le tre prigioni con il maggior numero di episodi di autolesionismo: 159, 126 e 89.

È quanto spiega il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, sugli eventi critici accaduti nelle carceri della regione nei primi sei mesi dell'anno. «Non so come si possa parlare di emergenza superata - ha detto Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria - visto che in Emilia-Romagna si sono contati, dal 1 gennaio al 30 giugno 2014, il suicidio di un detenuto, quattro decessi per cause naturali, 478 atti di autolesionismo, 52 tentati suicidi, 209 colluttazioni e 74 ferimenti. È a Bologna invece che ci sono stati più tentati suicidi sventati dai poliziotti, 13. 74 le colluttazioni a Modena, 57 a Bologna, 24 a Rimini e 16 Reggio Emilia». Per il sindacato «la situazione nelle carceri resta dunque sempre allarmante, nonostante in un anno il numero dei detenuti sia calato, in Emilia-Romagna, di oltre ottocento unità: dai 3.767 del 31 ottobre 2013 si è infatti passati agli attuali 2.937. Per fortuna delle istituzioni - ha concluso Capece - gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio nelle carceri dell'Emilia-Romagna e dell'intero Paese con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici».

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