Gazzetta di Modena

Modena

le perplessità degli “assistiti”

Il sostegno degli utenti con una raccolta firme

Il sostegno degli utenti con una raccolta firme

Negli uffici i casi di vita vissuta tra domande di disoccupazione e pratiche per la pensione

2 MINUTI DI LETTURA





Una raccolta firme per evitare la misura: nel loro piccolo gli utenti modenesi del servizio Inas-Cisl si sono dati da fare.

«Sono un’utente da oltre trent’anni - ha ricordato Paola Pavesi - spesso vengo all’ufficio in nome di altri o consiglio ad amici e parenti di rivolgersi al patronato. Sono servizi vicini alle persone che non possono essere tagliati perché devono rispondere ai bisogni dei cittadini».

«Vi fidate delle promesse dei politici? - ha domandato un utente - Se hanno deciso di tagliare allora taglieranno». «Se ci sarà da pagare - ha aggiunto Pasquale Del Prete - allora tanto vale andare all’Inps. Vengo qui da oltre dieci anni e trovo abbastanza bene. Il servizio è normalmente abbastanza veloce, anche se dipende dal personale. È gratuito per legge, perché cambiare?».

«Il servizio è gratuito e veloce - ha confermato Riccardo Albinelli - presumibilmente il governo cerca dei fondi se intende tagliarlo». «Tagliare così non è giusto», ha ribadito Sonia Morales.

«Vengo spesso purtroppo per la disoccupazione - ha raccontato Antonio Maschile - e mi sono sempre trovato bene. Se il personale dovesse essere ridotto allora anche il tempo si allungherebbe. Oppure ci sarebbe da pagare». Le critiche verso i possibili tagli lasciano lo spazio a considerazioni amare da parte di utenti abituali che rischiano di divenire clienti.

«Siamo in Italia e quindi i tagli sono all’ordine del giorno - ha ripreso una cittadina che si rivolge al servizio da oltre un decennio - anche per le realtà che funzionano bene».

«Il rischio è di tornare a una grande Inps - ha ripreso Paola Pavesi - ribadisco che è necessario mantenere così il servizio. C’è bisogno di essere informati e, soprattutto, ascoltati».

«Vengo qui da prima da oltre quattordici anni - ha spiegato Kamli Benaouda, originario dell’Algeria, ma ormai cittadino italiano - e mi sono sempre trovato molto bene. Hanno seguito le pratiche a dovere, sarebbe sbagliato e credo anche contrario alla legge mettere il servizio a pagamento».

«Profondamente sbagliato - ha concluso Kojo Otu Essel - speriamo che non passi». Qualcuno degli utenti si è proposto anche di partecipare alla manifestazione. Alcuni utenti hanno portato il modulo della raccolta firme a casa per poter estendere la forma di solidarietà anche ad amici e parenti. (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google