La città del futuro nasce dal basso
Format di partecipazione civica per discutere dei nuovi progetti
Esperienze di partecipazione dei cittadini, laboratori di creatività, di cittadinanza attiva, di soddisfazione dei bisogni della comunità. Sassuolo e la città distretto provano a immaginarsi un futuro diverso, anche nell’impostazione dei progetti. Perché, come è stato spiegato in premessa del convegno di ieri pomeriggio “siamo ancora abituati a un’epoca di benessere e di servizi che non torneranno, dobbiamo ripensare la città e coinvolgere i cittadini in questa nuova idea”.
L’incontro “Social innovation Lab”, conoscitivo di casi, sperimentazioni e idee, in forma di seminario interattivo, ha mostrato varie modalità per aprire il dialogo con i cittadini, per progettare servizi e iniziative di innovazione sociale per la città. Relatori al tavolo erano Anna Meroni e Daniela Selloni del Politecnico di Milano. Le esperienze presentate fanno riferimento a tutto il mondo: esistono già almeno sedici casi di laboratori di innovazione partecipata che coinvolgono interi Stati (il Mindlab in Danimarca ma anche la Ventisettesima regione in Francia), regioni (il Kent), quartieri (il Bronx ma anche la Bovisa a Milano). Perché non fare altrettanto a Sassuolo? Ogni caso è diverso dall’altro, perché tagliato sulle esigenze dei cittadini: si va da iniziative di distribuzione alimentare a sportelli per orientarsi nella burocrazia, da mostre itineranti a esperienze culturali. L’unica premessa comune è il coinvolgimento dei cittadini attraverso la rete e la partecipazione di persona, agevolata con strumenti di condivisione che siano realmente coinvolgenti, mettendo in campo il confronto, la creatività e anche il gioco. Dopo la presentazione dei casi, un’ora di tempo è stata dedicata anche a un giro di idee, esigenze e prime proposte riguardanti anche Sassuolo e il distretto, per immaginare soluzioni condivise per il futuro.
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