Gazzetta di Modena

Modena

C’è un solo indagato per la morte di Zanoli

di Carlo Gregori

A sorpresa la Procura invia un unico avviso di garanzia: è per un tecnico Ausl Dopo gli incarichi ai consulenti, oggi stesso potrebbe iniziare l’autopsia

2 MINUTI DI LETTURA





Caso Zanoli: ieri la Procura ha inviato la notifica a un solo indagato. Una decisione che può destare sorpresa ma che probabilmente nasconde delle scelte ancora non note prese dal sostituto procuratore Luca Guerzoni, titolare dell’indagine fin dalla scomparsa del 64enne di Castelnuovo, sparito la notte del 30 dicembre 2011 dalla sua camera all’ospedale di Baggiovara dove era degente e ritrovato solo il 30 ottobre scorso, dopo 34 mesi, grazie a un’ispezione dentro l’ospedale dell’agenzia di investigazioni private Sheridan. La montagna ha partorito il topolino? È presto per dirlo. Fatto sta che fino a ieri sera era uno solo l’avviso di garanzia consegnato e riguardava un dipendente dell’Ufficio tecnico dell’Ausl, un geometra addetto alla manutenzione senza un ruolo dirigenziale. Quindi, un impiegato che doveva verificare lo stato di quell’accesso del secondo piano, rimasto al grezzo, dal quale Zanoli è caduto precipitando per dieci metri nel cavedio e morendo non si sa ancora come.

La notifica all’indagato serve proprio a questo: gli permetterà di nominare un consulente per partecipare all’autopsia. Oggi alle 15 avverrà infatti il conferimento degli incarichi per l’anatomopatologo che eseguirà l’esame autoptico che potrà mettere una parola chiara su cosa è successo a Zanoli dopo la caduta e che eseguirà anche il prelievo dei tessuti per l’analisi del Dna da confrontare con quello di Barbara Zanoli, la figlia, in vista di una identificazione certa del corpo recuperato nel cavedio. I tempi dell’autopsia sono variabili: nell’ipotesi più favorevole potrebbe iniziare questa sera stessa. Come detto, è presto per sapere come mai la Procura ritenga che un solo dipendente dell’Ausl sia sospettabile di omicidio colposo per la morte di Zanoli. Nella scala delle responsabilità erano molte di più le figure che potevano essere coinvolte, dai vertici Ausl dell’epoca fino alle aziende che avevano lavorato attorno al foro mortale. Ma evidentemente il magistrato ha ritenuto che, in ultima analisi, solo quel dipendente Ausl potesse essere direttamente rapportabile con la vigilanza del foro. «Non so cosa dire - commenta Barbara Zanoli - sono stata informata dal nostro legale l’avvocato Lorenzo Muracchini, che per ora è uno solo l’indagato per la morte di mio padre. Bisogna capite i criteri di questa valutazione del pm. Non si può commentare senza sapere cosa c’è dietro. Per questo aspetto che l’avvocato Muracchini incontri il magistrato e si possa chiarire il motivo della scelta. Certo, ci aspettavamo più indagati...»

«Ora aspettiamo l’autopsia - aggiunge Barbara - certo, abbiamo aspettato quasi tre anni per sapere cos’era accaduto a mio padre ma presto potremo finalmente dargli l’ultimo saluto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google