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Furti nelle case, presa gang di specialisti

di Stefano Totaro
Furti nelle case, presa gang di specialisti

Fermati tre giovani albanesi per ricettazione: recuperati auto, tablet, orologi e preziosi. Sequestrata attrezzatura da scasso

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Il nucleo della banda è stato sradicato e ora è già tempo per arrivare alle varie ramificazioni. La polizia modenese ha inflitto un duro colpo ad una banda di ladri specializzati in furti negli appartamenti. Si presume, e vista l’attrezzatura da lavoro ritrovata, che questi “ragazzi” albanesi siano quelli che stanno imperversando in quest’ultimo periodo in città e nei centri della nostra provincia. Malviventi giovani e agili che si arrampicano lungo i tubi delle grondaie per raggiungere i primi piani, i balconcini esterni a cui si affacciano porte finestre, oppure quelli che forano ed entrano con disinvoltura nei garage facendo razzie. Di questo parlano le cronache ormai con insistenza: dietro a questi colpi ci sono famiglie che vivono nella paura, a cui sono stati portati via i risparmi e quei preziosi che hanno il valore incommensurabile del ricordo. Era da un po’ che la polizia, tra Volante e Mobile, stava cercando di stringere il cerchio sui sospettati e l’altro giorno, dopo0 accertamenti, indizi, probabilmente intercettazioni e inseguimenti, è scattato il blitz. Gli agenti l’altro giorno hanno bloccato una Ford Fiesta, una vettura risultata rubata. All’interno c’era un fornitissimo kit per lo scasso, dal grande piede di porco al passamontagna, dai guanti al cacciavite. E c’era anche della refurtiva: tablet, orologi, una macchina fotografica e altri preziosi ed oggetti che provenivano, pressoché con certezza, da qualche furto commesso neanche tanto tempo prima del blitz.

Vengono pertanto fermate tre persone: un albanese di 35 anni, A.S., e altri due giovani , uno di diciannove anni e l’altro di ventidue. Uno di questi è cugino del 35enne che è residente a Modena, dove vive da almeno dieci anni. La polizia ha perquisito le abitazioni dei tre, tanto a Modena quanto a San Pietro in Elda, la frazione di Bomporto. Qui, in via Brandoli, accanto alla filiale della banca, l’operazione scattata verso mezzogiorno di sabato, è stata “seguita” da parecchi del posto. Parecchi che non hanno potuto non vedere gli agenti circondare una casa e fare irruzione, aiutati anche dai vigili del fuoco. Mentre chi vi abitava e che non voleva fare entrare gli “ospiti indesiderati”, si era rifugiato in cima al tetto dell’abitazione. Alla fine tutti e tre i fermati sono stati condotti al Sant’Anna. Ieri, sempre in carcere, si è tenuta l’udienza per la convalida dell’arresto: tutti e tre sono accusati del reato di ricettazione, il 35enne, difeso dagli avvocati Ippolito e Tedeschini, è ora ai domiciliari mentre i due più giovani, difesi dall’avvocato Fontana, restano in carcere. Come detto, la “caccia” della polizia non è finita: ci sarebbero altri elementi, alcuni già identificati, per cui sarebbero già pronte le manette.

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