M5S, attacco a Muzzarelli: dopo le poltrone, l’edilizia
Il sindaco replica alle accuse: «Sono persone oneste, non lottizzo i posti» I grillini: «Adesso arriva il cemento: perché non riqualificare zone abbandonate»
Tempi duri per il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che da un paio di giorni è entrato, più del solito, nel mirino dei grillini.
Le acque sono ancora agitate per l’accusa di due giorni fa, sulle assunzioni degli “amici degli amici”: «Voglio precisare - spiega Muzzarelli - che il dato certo e incontrovertibile è che dopo i miei interventi di razionalizzazione ed efficientamento delle strutture il Comune di Modena risparmierà 130mila euro e la Provincia 260mila euro. Ho diminuito i dirigenti e garantito risparmi, e continuerò a farlo. Quante alle nomine, a parte quella di Emilio Sabattini della quale ho appreso dai giornali, sono tutti incarichi fiduciari e, conseguentemente, a tempo determinato. Il punto è un altro: ho scelto, in sostituzione di altri e senza costi aggiuntivi, persone capaci, oneste e per le quali nutro la massima fiducia e chiedo rispetto. Dovrei scegliere altri perché mi vengono segnalati dal M5S? Se mi propongono la lottizzazione dei posti, dico loro chiaramente che è quanto di più lontano dalla cultura meritocratica in cui credo. E quanto alla citazione dei lavori socialmente utili e dei padri di famiglia è bassa demagogia di un Movimento che propagandava la decrescita felice, e ora che c'è la decrescita si accorge che non è per nulla felice».
Ieri un nuovo attacco. Questa volta sul consumo di suolo. Domani in consiglio comunale arriverà l’area F di via Fratelli Rosselli e i grillini non possono tacere: «Si tratta di un terreno ad oggi non urbanizzato, quindi suolo vergine, all’interno di quella fascia che il fantasmagorico progetto dell’ex-assessore Sitta (“Modena Futura”) voleva completamente edificata. Quali sono le motivazioni ufficiali di questo ennesimo consumo di suolo? L’Amministrazione comunale accampa quelle solite: garantire disponibilità di case per le coppie giovani, invertire la tendenza secondo cui le persone lavorano a Modena ma abitano fuori, predisporre gli spazi abitativi necessari per fronteggiare un lieve incremento demografico ed una maggior frammentazione delle famiglie (nel 2012 erano stati previsti 8000 nuovi nuclei in 10 anni). Suggeriamo di verificare, tramite il portale Internet della Regione Emilia Romagna, la quantità impressionante di alloggi edificati in Provincia di Modena nell’ultimo quinquiennio che attendono uno o più compratori e che nel frattempo, restando vuoti per parecchi anni, sono soggetti al degrado della struttura e all’incuria del tempo».
Il M5S prova a guardare avanti: «Perché perpetrare una politica che non ha dato i risultati attesi? Perché questo “accanimento” verso il ‘suolo vergine’? Perché, quindi, non scommettere -come è scritto anche negli indirizzi di governo del PD- sulla riqualificazione (energetica e non solo) dell’esistente, nell’ottica però di renderlo accessibile alle fasce più in difficoltà della popolazione modenese? Perché non privilegiare decisamente il recupero di zone abbandonate (ma già urbanizzate) anziché sottrarre terreno agricolo ad un quartiere già di suo destinato a diventare l’ennesimo dormitorio satellite?».
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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