«Quell’alunno è violento e pericoloso»
Soliera. Protesta di un gruppo di genitori che scrivono al dirigente della scuola elementare
SOLIERA. «Siamo stanchi, noi così non mandiamo i nostri figli a scuola». Alcuni genitori di una classe della scuola primaria Garibaldi protestano contro un bambino troppo vivace. Una situazione di cui è al corrente il preside, Marcello Miselli, che ha spiegato di aver adottato «tutti i provvedimenti opportuni, come avviene in questi casi». La segnalazione è stata effettuata da alcuni papà e mamme che hanno messo nero su bianco, in una lettera, alcuni episodi. Si parla di «pugni improvvisi rivolti alle insegnanti e al personale ausiliario, calci e pugni immotivati e imprevedibili diretti su diversi bambini, anche se è stato notato dai bambini un certo accanimento su alcuni compagni più che su altri». Non mancano «improperi rivolti ai docenti e ai compagni di classe, del tipo “Ti ammazzo…”, urla così intense da richiamare l’attenzione di insegnanti di altre classi e del personale ausiliario, rottura non accidentale di oggetti, come occhiali da vista, spintonamento di un banco e della bambina che lo occupava, con conseguente caduta di quest’ultima». «Con il preside non si può parlare - hanno concluso - manderemo una lettera di diffida alla scuola. Non vogliamo che i nostri bambini imparino le parolacce e che non siano sicuri». Il dirigente scolastico ha risposto di aver fatto tutto il possibile per risolvere la situazione. Il 5 novembre ha richiesto la presenza di una psicologa in classe che osservi la situazione per favorire la migliore integrazione scolastica di tutti gli alunni. Possibilità di cui non hanno richiesto di avvalersi tutti i genitori. «Stiamo facendo tutto il possibile - ha ribadito Miselli - abbiamo già parlato con la madre e con i rappresentanti di classe. Non è un caso unico. Non possiamo lasciare a casa il bambino, ci sono le linee guida per l’inclusione. Nessuno è andato al pronto soccorso. Nel nostro plesso ci sono oltre millecinquecento studenti, certo non possiamo pretendere che non ci siano casi problematici». Secondo il dirigente scolastico i pericoli per i bambini non sono solo in classe. «Pensate quando vanno a fare sport o vanno in gita. Abbiamo fatto riunioni, sono in contatto costante con il rappresentante di classe. Abbiamo provato a portare la psicologa in classe. Dicono che non si può parlare con me? Li aspetto, la porta è aperta. Se devono diffidare la scuola vorrei capire per cosa».
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