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Bersagliati dai furti di bici: «È una piaga insanabile»

di Rino Filippin
Bersagliati dai furti di bici: «È una piaga insanabile»

I rivenditori: «Affari crollati, la gente compra solo mezzi usati da pochi euro» Nel mirino riparatori “in nero”: «Smerciano mezzi di dubbia provenienza»

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I furti di biciclette continuano ad essere una piaga che a quanto pare nessuno riesce a sanare. Dati ufficiali non ve ne sono, anche perché le denunce sono solo la minima parte rispetto alle biciclette sparite, ma tra i rivenditori c’è la convinzione che si tratti di alcune migliaia di mezzi rubati ogni anno. «No - dice Tiziano Ligabue, riparatore e rivenditore in corso Fanti - non mi pare di esagerare. Ecco vede questa ragazza? Le hanno rubato la bicicletta il giorno di mercato, giovedì. È un continuo viavai di persone che chiedono di comprare una bici usata perché “quella nuova mi è stata rubata”. Il punto - continua - è che nessuno fa nulla per arginare il problema. Una proposta? In giro si dice che vi sono riparatori in nero che smerciano biciclette di dubbia provenienza: qualcuno verifichi. Io quando arriva un privato a propormi una bici usata mi tutelo chiedendo sempre il documento d’identità e quando mi rispondono “l’ho lasciato a casa”, allora rinuncio».

«Furti di biciclette? - commenta Loris Bulgarelli, riparatore e rivenditore in via santa Chiara - Sono all’ordine del giorno. Ieri ne ho vendute quattro usate a persone a cui l’avevano rubata. Il punto è che questa incredibile ondata di furti danneggia anche noi rivenditori: nessuno compra più biciclette nuove. Tutti vogliono dei rottami perché consapevoli che prima o poi saranno nuovamente derubati. Io un consiglio l’avrei per le forze dell’ordine. Basta mettere una bici senza lucchetto in una qualsiasi rastrelliera in piazza: dopo pochi minuti arriverà il ladruncolo. Se l’agente è in borghese lo riuscirà a cogliere sul fatto senza difficoltà. Poi le dico l’ultima - conclude il meccanico -: un mio cliente in ferie in un albergo in una zona di mare ha riconosciuto la sua bicicletta tra quelle che venivano prestate agli ospiti. Ecco dove possono andare a finire, tra l’altro, le biciclette rubate».

La testimonianza di alcune vittime serve a fare capire l’aria che tira a proposito dei furti di bici a Carpi. «Io abito in centro - dice Lara Bertani - e avevo lasciato la mia bici nuova parcheggiata sotto il portico, vicino alla gelateria K2. L’avevo legata alla grondaia con un lucchetto da scooter. eppure quando sono scesa non c’era più. La situazione è davvero irritante».

«Mia moglie - dice infine Francesco Bezzecchi - è stata derubata per ben cinque volte. A dire il vero la colpa è anche un po’ sua: per risparmiare si ostina a comprare un lucchetti semplici e non di acciaio temperato, così i ladri li forzano in un attimo». Il problema è poi particolarmente sentito alla stazione dei treni dove da anni i pendolari attendono un deposito sicuro, ma al momento ancora non si è visto.

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