Gazzetta di Modena

Modena

Canzone dialettale: sabato il festival che aiuta l’infanzia

di Sabrina Fiorini

Tradizione, spettacolo e solidarietà; tre elementi per dare vita a una serata unica nel suo genere. Ancora una volta torna il Festival della canzone dialettale modenese, che, alla 16ª edizione, si...

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Tradizione, spettacolo e solidarietà; tre elementi per dare vita a una serata unica nel suo genere. Ancora una volta torna il Festival della canzone dialettale modenese, che, alla 16ª edizione, si svolgerà sabato alle 21 al Forum Monzani di via Aristotele. Un’iniziativa che intende recuperare la tradizione del dialetto coniugato con il canto e che anche quest’anno avrà un duplice scopo benefico: il ricavato dei biglietti, venduti a 10 euro, andrà infatti a sostegno del progetto Chernobyl, promosso dal settore solidarietà della polisportiva Gino Pini, e del progetto Nicolò Leon per la donazione del latte materno, che verrà presentato durante la manifestazione e nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale del bambino prematuro che ricorre il 17 novembre. «Il dialetto – afferma Graziano Grazioli, ideatore e presentatore del Festival – è un patrimonio da riscoprire e una forma di comunicazione da coltivare e preservare. Siamo quindi orgogliosi che la manifestazione non sia più solo un sogno, ma un’iniziativa concreta, che ogni anno cresce e migliora».

Tanti gli artisti di alto livello che interverranno gratuitamente, sensibili a quello spirito di solidarietà che caratterizza il Festival e che si esibiranno in pezzi inediti rigorosamente in dialetto modenese. Ospiti speciali della serata, intitolata “Nutriamo il futuro”, saranno inoltre Matteo Becucci, vincitore dell’edizione 2009 del programma televisivo “X Factor” e l’artista modenese e interprete di musical Lalo Cibelli. «L’intenzione – precisa Davide Turci, direttore artistico – è attirare l’interesse non più solo di un pubblico anziano, ma anche delle nuove generazioni, migliorando ogni anno la qualità, grazie alla collaborazione di artisti spinti dalla stessa passione e dal desiderio di aiutare i bambini».

Oltre al progetto Chernobyl, che favorirà l’accoglienza di 31 bambini ucraini per un periodo di disintossicazione dalle radiazioni, verrà infatti appoggiato il progetto promosso dall’associazione modenese Buona Nascita, in collaborazione con l’associazione Pollicino, per la raccolta a domicilio del latte materno che, una volta trasportato alle Banche del latte e sottoposto a esami batteriologici, viene destinato ai bambini prematuri delle neonatologie degli ospedali di Modena e Reggio Emilia.

«In Italia – spiega infatti il presidente dell’associazione Buona Nascita, Giuseppe Masellis – la mortalità dei bambini nati pretermine sotto i 1500 grammi di peso, supera il 15% e una delle principali cause di morte è un’infiammazione che colpisce l’intestino e che determina ogni anno 21 decessi ogni mille prematuri. Molte persone però non sanno che proprio il latte umano, grazie alle sue componenti, oltre a costituire un alimento unico, è anche un farmaco potente, che può offrire maggiori speranze di vita a questi neonati».

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