Caso Zanoli: omesso controllo, il pm chiede ancora un’archiviazione
Il sostituto Guerzoni pronto a chiudere per la seconda volta l’indagine contro ignoti che il gip ha obbligato a continuare
Caso Zanoli: è stata fissata a partire da questa mattina alla Medicina legale in via del Pozzo l’autopsia sul corpo del 64enne castelnovese per chiarire i tempi e le cause del decesso dopo la caduta dal foro del secondo piano dell’ospedale di Baggiovara nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2011; caduta in un cavedio che ha portato alla sua sparizione per ben 34 mesi e alla scoperta del corpo solo il 30 ottobre scorso grazie al’agenzia di investigazione Sheridan incaricata dall’Ausl stessa. Ieri sono stati conferiti gli incarichi ai consulenti: il pm Luca Guerzoni ha nominato come medico legale che eseguirà l’accertamento autoptico il dottor Giorgio Perini; per la famiglia Zanoli, seguita dagli avvocato Lorenzo Muracchini ed Emilio Paolo Boni, il professor Gerardo Martinelli dell’Università di Bologna (insegna Anestetologia e Rianimazione); per l’unico indagato, un geometra incaricato della sicurezza, assistito dall’Ausl e dall’avvocato Andrea Mattioli, è stato nominato il dottor Sabino Pelosi. L’autopsia si farà a partire dalle 9.30 di questa mattina. È anche previsto il prelievo dei tessuti per l’analisi comparata del Dna con quelli della figlia Barbara Zanoli: procedura per l’identificazione del corpo.
Ha destato stupore la decisione del sostituto procuratore Guerzoni, titolare dell’inchiesta, di considerare una sola figura tra gli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo. Il magistrato ha fatto sapere di aver studiato per una decina di giorni la lista che gli era stata fornita anche dalla Squadra mobile della polizia, che ha indagato fin dal momento di ritrovamento, e di essere giunto alla fine a questa scelta.
In questa lista di una decina di nomi sfrondati col machete resta quindi in piedi solo il nome del geometra incaricato dall’Ausl a controllare la sicurezza di quel secondo piano, una parte al grezzo fin dalla consegna dell’ospedale nel 2005 e che quindi, da punto di vista tecnico, deve essere considerata un cantiere a tutti gli effetti. Il fatto che sia indagato solo questo dipendente, oltre tutto non di spicco, significa che per ora non sono state identificate ditte che avevano cantieri aperti di qualsiasi natura vicino al foro del condotto di aerazione nel quale è caduto Zanoli. Una scelta, quella del magistrato, che sicuramente scaturisce da una “ratio” ancora poco chiara. E che fa il paio con la sua decisione di avviarsi a una seconda richiesta di archiviazione per l’altra indagine su Zanoli: quella scattata subito e riservata al personale ospedaliero e gli omessi controlli sul suo allontanamento del letto di degenza quella notte.
Un’indagine contro ignoti che Guerzoni aveva già provato ad archiviare ma che il gip, questa estate, aveva imposto di continuare. Sono passati pochi mesi e il pm ha fatto capire di chiedere una seconda volta l’archiviazione al gip. Il motivo è che non avrebbe ravvisato responsabilità penali di omesso controllo su un incapace (un paziente) da parte di infermieri e medici la notte in cui, con -6° esterni Zanoli si è allontanato per sempre indossando solo un camice leggero.
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