«Prima donazione per ricordare mia madre»
Una malattia devastante come la Sla non ha riflessi solo medici, ma pure sociali. «Abbiamo decine di volontari - spiega il presidente dell'Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica)...
Una malattia devastante come la Sla non ha riflessi solo medici, ma pure sociali. «Abbiamo decine di volontari - spiega il presidente dell'Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) Gian Carlo Ferrari - che mettono a disposizione il loro tempo. Sono una risorsa preziosa». L'associazione raccoglie fondi e collabora con la Neurologia e in particolare con il laboratorio della dottoressa Mandrioli: «Le famose docce di quest'estate - continua Ferrari - sono state importanti perché hanno permesso di accendere un riflettore sui malati di Sla. A Modena abbiamo raccolto circa 6mila euro dalle docce, mentre le associazioni di tutta Italia sono arrivate a quota 2 milioni e 400mila euro. Circa la metà è stata poi passata all'associazione Arisla, una derivata di Aisla che si occupa in particolare della ricerca su questa malattia, compresi i fondi Telethon». Ferrari da anni si batte contro la malattia: «Ne era affetta mia mamma Osanna - conclude l'avvocato - che si ammalò nel 1993 e morì nel 1995. In questo modo, pensando al nulla che c'era a Modena vent'anni fa, sento di avere fatto qualcosa anche per lei» (s.l.)
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