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Schianto, il 33enne è morto sul colpo

di Francesco Seghedoni
Schianto, il 33enne è morto sul colpo

Pavullo. Vladimir Proca lascia un figlio di 12 anni. È precipitato in una scarpata l’altra sera con la sua auto. Illeso l’amico

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PAVULLO. Stava rientrando alle 11 di sera da Pavullo alla sua abitazione di Maserno, dove viveva da alcuni anni, ma una delle ultime curve a gomito a Sassoguidano, prima di arrivare sulla Fondovalle Panaro, gli è stata fatale. I fatti si sono verificati martedì sera in via Fontana Mora, quando la visibilità non era certo ottimale a causa di pioggia e nebbia e pure l'asfalto risultava molto scivoloso. È morto sul colpo Vladimir Proca, un ragazzo di 33 anni di origini moldave che nonostante avesse eletto il proprio domicilio a Maserno di Montese era residente a Pievepelago, dove tuttora vive la sorella.

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L'uomo ha perso il controllo del mezzo ed è finito in una scarpata; l'auto su cui viaggiava, una Renault Kangoo, si è fermata dopo un volo di quasi trenta metri e lui è stato sbalzato fuori dall’abitacolo in seguito all’impatto con le rocce e gli alberi ed è stato ritrovato dai soccorritori a 30 metri circa dall'auto. I primi ad intervenire sono stati i vigili del fuoco di Pavullo e i carabinieri. È toccato a loro lavorare per tutta la notte al recupero del corpo del ragazzo. Lascia un figlio di 12 anni che vive in Italia con la madre, da cui Vladimir si era separato, una sorella che vive a Pievepelago e altri tre fratelli in Moldavia. In auto con lui c’era un amico, che è rimasto illeso dopo il volo. Probabile che si sia salvato solo grazie alle cinture di sicurezza, che gli hanno permesso di restare assicurato all'auto mentre Proca è stato sbalzato fuori dall'abitacolo. La sorella è stata avvisata ieri mattina dai carabinieri e ancora sconvolta si è recata presso la medicina legale di Modena per il riconoscimento. «Era un ragazzo solare, che amava scherzare e confrontarsi con tutti; per questo era molto benvoluto - ha raccontato - Era venuto in Italia più di dieci anni fa per lavorare e dare un sostegno economico al figlio e alla nostra famiglia in Moldavia». Vladimir, dopo essere arrivato in Italia, aveva aiutato per alcuni anni il cognato a Pievepelago in un'attività di termoidraulica. Poi si era messo in proprio e si occupava di pulizia delle canne fumarie e lavori idraulici.

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