Bimbo manesco, esposto alla Procura
Si cerca la mediazione per convincere i genitori a far tornare in classe gli alunni, ma c’è chi ha deciso di ricorrere ai giudici
«Andremo avanti e faremo l’esposto in Procura». Non si placano gli animi nella classe dell’elementare Anna Frank-Marconi in cui alcuni genitori avevano deciso di non fare entrare i propri figli in aula per protestare contro un alunno troppo vivace. «Mio figlio non vuole più entrare - ha spiegato una mamma - ho parlato con il pediatra e mi ha detto che in questi casi non è facile». L’altro giorno c’è stata una riunione con tutti i docenti del plesso Marconi. «Troveremo una soluzione condivisa», si era augurata la preside, Maria Teresa Collaro alla vigilia. Ieri non è voluta entrare nel merito della discussione, ma ha garantito che è stata trovata una soluzione e che presto partirà un progetto per la classe. «Non conosciamo i dettagli - ha ripreso la mamma - tuttavia non siamo ancora soddisfatti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10284380:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2014/11/11/news/bimbo-manesco-in-classe-si-cerca-una-soluzione-1.10284380]]
Abbiamo parlato con l’assessore all’Istruzione, che sto informando dei vari passaggi. Abbiamo contattato la segreteria del sindaco. Siamo intenzionati ad arrivare al sindaco. Vogliamo fatti e non semplici rassicurazioni. Dobbiamo essere certi che il problema sia risolto. Quando abbiamo detto che faremo l’esposto in Procura ci è stato detto che abbiamo atteso anche fin troppo». La protesta era partita lunedì quando un gruppo di genitori aveva deciso di organizzare uno “sciopero”, stanchi degli ultimi episodi. Allora era stata la preside a intervenire in prima persona per sedare gli animi e garantire che la scuola sta facendo tutti i passi necessari, garantendo che «il bimbo sia seguito per 32 ore». «Abbiamo già mandato - aveva ricordato un’altra mamma - ma nulla è cambiato. Tutti hanno paura, tutti subiscono». Un cambiamento è atteso nel progetto che è stato garantito senza essere svelato. Tuttavia, i genitori restano alla finestra. «I nostri figli stanno cambiando - hanno ripetuto le due mamme - noi intendiamo tutelarli. Di certo non devono essere loro a cambiare scuola. Sappiamo che il problema è di un bambino e di un altro che gli viene dietro. Anche le maestre subiscono, ma non possono fare niente». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google