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martini e i problemi dell’ausl

«La radioterapia riapre il 15 gennaio ma l’assistenza c’è»

«La radioterapia riapre il 15 gennaio ma l’assistenza c’è»

«Il reparto di Radioterapia del Ramazzini riaprirà il 15 gennaio, sono in corso i lavori e per quella data saremo in grado di garantire di nuovo il servizio». Lo hanno assicurato il direttore...

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«Il reparto di Radioterapia del Ramazzini riaprirà il 15 gennaio, sono in corso i lavori e per quella data saremo in grado di garantire di nuovo il servizio». Lo hanno assicurato il direttore generale dell’Ausl Mariella Martini e il direttore dell’ospedale del Ramazzini Teresa Pesi, a margine del consiglio comunale di Mirandola sull’ ospedale unico.

«Dalla terza settimana di settembre sono in corso i lavori presso la Radioterapia, in particolare ad oggi è stato ultimato lo spostamento a soffitto dei cavi elettrici e della rete per il trasferimento dati - proseguono i vertici dell’Ausl - Terminati questi interventi diventa possibile lavorare contemporaneamente per completare le opere edili e per la riattivazione dell’acceleratore. In base al programma prestabilito la radioterapia potrà quindi tornare a operare a pieno regime entro le prime due settimane di gennaio».

Lo stop della Radioterapia per oltre quattro mesi ha interessato tanti pazienti che sono stati trasferiti a Modena per iniziare il trattamento.

«Va sottolineato che da quando l’attività a Carpi è sospesa, l’assistenza ai pazienti è sempre stata garantita dall’Unità Operativa di Radioterapia del Policlinico di Modena - prosegue l’Ausl - La radioterapia del Ramazzini s'inserisce infatti all'interno di una rete strutturata secondo il modello “Hub & Spoke” che ha la propria sede centrale presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico. Da un punto di vista quantitativo, ogni mese sono circa 25 i pazienti che avrebbero iniziato il trattamento presso la radioterapia a Carpi e che sono stati trattati a Modena».

Per ora la quantificazione del danno è da stabilire.

«Sono in corso una serie di approfondimenti e controlli per stabilire le cause delle infiltrazioni che hanno obbligato a sospendere l'attività - conclude la direzione Ausl - Si tratta di una verifica complessa a causa delle particolari caratteristiche del manufatto: solo quando le attività di verifica e ripristino saranno terminate si potrà procedere alla quantificazione dei danni».

Il reparto è costato 5,5 milioni di euro ed è stato finanziato, tra gli altri, dalla Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, dall'associazione malati oncologici di Carpi (Amo), e da diversi imprenditori dell’area nord. Il problema presentatosi nel reparto, come emerso sin da uno dei primi incontri tra medici e tecnici, è legato a delle infiltrazioni d’acqua, che ha portato alla sospensione dell’attività. Il polo tecnologico di Radioterapia, intitolato al dottor Carlo Carapezzi era stato presentato come «un sogno che si realizzava, un nuovo, solido e affidabile anello della rete provinciale dedicata ai malati oncologici», in grado di garantire ai pazienti di tutta l’area nord un accesso facilitato a trattamenti di grande complessità che richiedono tecnologie all’avanguardia - ha prodotto risultati importanti. Nel 2012, nei 163 giorni di attività (la previsione iniziale era di 245 giorni di attività, ma il sisma ne ha ridotto le potenzialità), sono stati trattati 210 pazienti per un totale di 3.700 sedute di terapia. Nello stesso periodo sono state effettuate 775 visite.

Serena Arbizzi

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