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Studenti in corteo: «Dateci aule sicure e bus meno costosi»

Gabriele Farina
Studenti in corteo: «Dateci aule sicure e bus meno costosi»

Dopo il caso Sigonio nuova manifestazione del Collettivo Autonomo Studentesco Tensione durante il passaggio davanti alla sede della Lega

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 Scuole sicure, no al razzismo e agli aumenti dei biglietti per il bus. Gli studenti di Modena, come in altre parti d’Italia, sono tornati in strada per pretendere “casa, reddito e dignità”. L’appuntamento è stato alla stazione delle corriere, da dove il corteo è partito verso le 8.30. Già da prima gli autobus sono stati costretti a effettuare deviazioni dai normali percorsi. In via Monte Kosica i ragazzi hanno iniziato le loro rivendicazioni per la loro vita tra i banchi.

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«Avevamo chiesto un’aula per svolgere un’assemblea al Venturi - ha detto uno studente - ma la scuola ce l’ha ripetutamente negata». In piazza Natale Bruni sono stati gli studenti del Sigonio a far sentire la propria voce. «Il 15 novembre dell’anno scorso è caduta parte del controsoffitto - ha ripreso una ragazza - grazie alle proteste siamo riusciti a far compiere i lavori. Ora sono tornate le infiltrazioni e torniamo a far sentire la nostra voce: solo così otterremo risultati». Pochi minuti dopo, attimi di tensione in viale Caduti in Guerra. I manifestanti avevano portato un lenzuolo bianco in cui hanno scritto con una bomboletta “Fuori razzisti e fascisti dalle città”. La firma era del Collettivo autonomo studentesco, il comitato che ha organizzato la tappa modenese della protesta. I dimostranti intendevano piazzarlo davanti all’ingresso della Lega Nord, ma le forze dell’ordine glielo hanno impedito, schierandosi compatti anche con scudi e caschi.

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«Vergogna - hanno gridato i ragazzi - per reprimere gli studenti che protestano i soldi ci sono, ma per sistemare le scuole no». Il faccia a faccia è durato qualche minuto, poi gli studenti hanno attaccato il cartellone tra un albero e un palo, riprendendo il corteo. Qualcuno è sceso in strada, richiamato dai fumogeni rossi e gialli accesi davanti alla sede. «Ho temuto per la mia auto», ha raccontato l’esponente leghista Ivan Gozzi.

Un ciclista sulla quarantina si è avvicinato con lo smartphone riprendendo i giovani che si dirigevano verso largo Garibaldi, ricordando le morti di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi. «Non c’è giustizia se i compagni sono in carcere e gli sbirri sono assolti», hanno manifestato. All’incrocio con largo Garibaldi e via Emilia Centro è partita la protesta contro Seta. «Bloccheremo il traffico per tre minuti - hanno detto gli studenti - i servizi funzionano male e tutto ciò che fa l’azienda è aumentare i prezzi del biglietto. Serve un’ora e mezzo per attraversare la città e li vogliono portare a un euro e trenta, se non a un euro e cinquanta». Dopo alcuni minuti hanno iniziato ad attraversare via Emilia Centro, ribadendo il “no” a diverse misure del governo Renzi su scuola e lavoro. «Il nostro futuro non farà rima con precarietà e disoccupazione». Inoltre, hanno protestato contro «il voto in condotta legato alle manifestazioni». Passando attraverso un centro dalle attività sempre più chiuse sono giunti in via Carteria, dove il corteo si è sciolto poco prima delle dieci. I ragazzi erano una quarantina, ma hanno fatto sentire la loro presenza con vigore, come se fossero di più.

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