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Ospedale, oggi il presidio ma il sindaco difende le scelte

Ospedale, oggi il presidio ma il sindaco difende le scelte

CASTELFRANCO. A dieci giorni dal turbolento consiglio comunale, le opposizioni supportate dai sostenitori di San Cesario (Forza Italia, Lega Nord, Lista Civica Frazioni e Castelfranco, Movimento 5...

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CASTELFRANCO. A dieci giorni dal turbolento consiglio comunale, le opposizioni supportate dai sostenitori di San Cesario (Forza Italia, Lega Nord, Lista Civica Frazioni e Castelfranco, Movimento 5 Stelle, Lista Civica Nuovo San Cesario, Viva San Cesario Lista Civica di Centrodestra) danno appuntamento stamattina alle 11 davanti all'ospedale Regina Margherita «per proseguire - spiegano - l’opera di sensibilizzazione della cittadinanza riguardo al futuro del nosocomio». Un presidio sarà già presente dalle 7 per proseguire nella raccolta di firme dei cittadini che non vogliono «l’impoverimento dell’ospedale». Alle 10 si terrà una cerimonia con posa di una targa commemorativa per Roberto Tosi, stimato castelfranchese che tanto si adoperò per rendere il Regina Margherita uno degli ospedali più qualificati della regione. Poco prima della sua scomparsa, Tosi raccontò nel libro “L'ospedale di Castelfranco Emilia - la vera storia” edito da La Carbonara, tutti i retroscena riguardanti la struttura e la gestione del nosocomio, passato dall'essere un fiore all’occhiello a pietra dello scandalo in poco più che un decennio.

Intanto ieri il sindaco Stefano Reggianini ha ribadito «i numeri che giustificano una scelta che risponde ai reali bisogni di salute del territorio, considerato che il vecchio ospedale generalista degli anni ’80 oggi non è più attuale poiché si va verso la centralizzazione delle alte competenze e il mantenimento sul territorio di un’offerta a medio-bassa intensità di cura». Reggianini sottolinea come «i letti della degenza territoriale saranno riqualificati e sarà realizzato un hospice di riferimento per l’area centrale». Inoltre «diminuirà in maniera significativa il pendolarismo per quanto riguarda la diagnostica specialistica e le cure integrate poichè verrà favorità l’offerta sanitaria sul distretto». In merito alle critiche per la mancanza di un pronto soccorso aperto 24 ore su 24, Reggianini spiega come «un pronto soccorso sia tale se in caso di bisogno acuto e di vera e propria emergenza riesce a sottoporre il paziente a tutti gli esami che servono e a sottoporlo anche agli interventi necessari con reparti qualificati alle spalle. E il finanziamento di 7 milioni, finalizzato a interventi strutturali, non basterebbe certo a riportare qui competenze e strutture di livello specialistico i cui costi non sono nemmeno paragonabili al denaro a disposizione e che, ripeto, è vincolato alla messa a norma degli edifici».

L’amministrazione comunale respinge quindi tutte le critiche finora mosse dai comitati, affermando che comunque «tutto il processo verrà attentamente monitorato per verificarne l’andamento ed eventuali ulteriori interventi».

Maria Vittoria Melchioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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