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Regione, “spese pazze” nelle cene di Enrico Aimi

Regione, “spese pazze” nelle cene di Enrico Aimi

Al consigliere di Forza Italia, ricandidato, toccherà giustificare più rimborsi presentati nello stesso giorno e in un unico ristorante. Capigruppo in fermento

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Agli atti dell'inchiesta della Procura di Bologna sui rimborsi dei gruppi dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, chiusa lunedì con 42 avvisi di fine indagine, c'è anche una registrazione audio di colloqui tra i capigruppo. Si tratta di riunioni tra fine settembre e inizio ottobre 2012, di poco successive all'apertura dell'inchiesta e alla “visita” della Guardia di Finanza nella sede della Regione.

L'audio fu portato ai Pm (Morena Plazzi e Antonella Scandellari, coordinate dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal procuratore capo Roberto Alfonso) da Andrea Defranceschi, all'epoca presidente del gruppo M5S, recentemente è stato espulso dal Movimento, che registrò gli incontri all'insaputa degli altri capigruppo. Secondo quanto riferito da stampa locale, dalla trascrizione delle riunioni non ci sarebbero frasi autoincriminanti, ma emerge soprattutto preoccupazione per l'indagine in corso: «Ciascuno di noi ha qualcosa che sarà difficile da spiegare», una delle frasi riportate. Poi, con riferimento alle analoghe inchieste che in quel periodo erano scattate in altre regioni, ad esempio nel Lazio, qualcun altro diceva: «Fiorito si è comprato il Suv, noi al massimo una pizza». Altri apparivano preoccupati dal rischio di dover “licenziare” collaboratori: le consulenze a personale sono una delle voci principali dei rimborsi contestati ai gruppi.

Tra tutte le voci - come riferito dal Corriere della Sera - una di particolare interesse è attribuibile ad Enrico Aimi. Il consigliere di Forza Italia, ricandidato in Regione, avrebbe presentato scontrini per diverse migliaia di euro per cene avvenuto nello stesso giorno: precisamente l’8 dicembre 2010 ha pagato con soldi della Regione un pranzo, tenutosi al ristorante del Club La Meridiana, per 1300 euro e sempre nello stesso giorno della Festa dell’Immacolata due cene da 340 e 400 euro. I rimborsi nello stesso ristorante ammontano comunque a 3800 euro.

Ma questo è solo uno dei tanti particolari noti che riguardano i rimborsi dei consiglieri. Tra i modenesi, a Luciano Vecchi, anche lui ricandidato ma col Pd, vengono contestati 12mila euro per lo più riconducibli a viaggi tra Bologna e Roma. A Matteo Richetti, oggi onorevole del Pd, vengono contestati 5mila euro, ad Andrea Leoni ormai fuori da Forza Italia addirittura 84mila euro.

Vecchi, che è l’altro ricandidato, è stato chiaro e convinto di aver agito in «assoluta correttezza. Tanti viaggi a Roma? Tra le spese ci sono missioni a Roma così come altrove. Per il gruppo Pd mi sono occupato di dossier rilevanti come questioni legate al bilancio della Regione e fondi europei. E questo ha necessitato incontri istituzionali e politici a Roma, che è la capitale».

Resta da capire se sarà ascoltato nei prossimi giorni così come i primi consiglieri ricandidati che ne hanno fatto richiesta e rispetto ai quali la procura ha concesso una sorta di “diritto di precedenza” vista la prossima scadenza elettorale.

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