Senza Soa non si può più lavorare
Norma nella linee guida. Intanto crescono del 150% i “premi” ai tecnici regionali
C’è qualcuno che ha storto il naso per l’aumento del 150% del contributo ai tecnici regionali, impegnati ad analizzare i progetti di Sfinge. Lo stabilisce l’ordinanza 70, che integra la 57/2012 ossia quella che regge e governa l'erogazione di contributi per “la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili ad uso produttivo e dei beni mobili strumentali”. Viene infatti portato dall’1 al 2,5% il riconoscimento per l'attività istruttoria (e di assistenza tecnica all’istruttoria) delle pratiche presentate per l’ottenimento di contributi; attività che è affidata direttamente dal commissario a personale dell’amministrazione regionale e delle sue società in house, di altre pubbliche amministrazioni, delle Università, dei laboratori regionali accreditati e dei centri di ricerca. Il riconoscimento, ovviamente, attinge al fondo a disposizione per la ricostruzione.
«I conti si fanno facilmente: mentre da una parte si stringe sempre di più la cinghia riducendo gli aiuti e facendo impazzire la gente (terremotati e loro tecnici) prima di ottenere un contributo - spiega Paolo Bianco di Asso Ingegneri e Architetti - l’amministrazione si gratifica con un piccolo aumento: solo un 150%. Di più. Continua a valere la logica dei “due pesi e due misure”. Mentre per le spese tecniche è previsto uno scaglionamento, vale a dire man mano che aumento l’entità dei lavori per i quali si chiedono contributi si riduce la percentuale riconosciuta per sostenere le spese tecniche, per gli istruttori della pubblica amministrazione questo non vale. Il 2.5% è infatti fisso e costante, qualunque sia l’importo dei contributi erogati».
Ma si prospettano momenti complessi anche per le imprese edili più piccole. Le nuove linee guida emanate il 22 ottobre, che dovrebbero ulteriormente uniformare le azioni dei tecnici privati e le valutazioni dei tecnici comunali diventano invece un nuovo ostacolo burocratico dal momento che “costituiscono un riferimento, integrativo del contenuto delle ordinanze”. Quindi sono legge. E con esse viene resa obbligatoria la Soa per tutte le ditte appaltatrici (non in subappalto, ndr): per le abitazioni classificate B e C serve un’attestazione pari o superiore ai 150mila euro; per le E0 si sale a quota 258mila mentre per le E gravi è indispensabile una Soa sopra i 500mila euro. Si tratta di una norma per garantire il cittadino, ma che esclude da ogni intervento le micro-imprese edili che mai avevano richiesto un certificato qualitativo, che costa parecchio e non è mai stato indispensabile in passato. (fd)
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